Benedire online è possibile? La Chiesa spiega quando

La benedizione può essere valida anche se fatta in modo non tradizionale? Una domanda particolare che, forse, in molti posti ci siamo posti.

sacerdote che benedice
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Il lockdown e il continuo “apri e chiudi” voluto a causa dell’avanzare del Covid, ci ha fatti abituare anche alla celebrazione Eucaristica via online. Ma può anche una benedizione, che sia essa ad un oggetto sacro o alla stessa nostra casa, esser fatta “non in presenza”?

Una benedizione via web è possibile?

Un quesito molto particolare ma, allo stesso tempo, legittimo quello che una fedele ha posto ad un sacerdote. “Su YouTube ho notato che alcuni sacerdoti benedicono via internet cioè senza la loro presenza fisica gli oggetti sacri, anche i sacramentali, candele e incenso. Dicono che basta metterli di fronte allo schermo per ricevere la benedizione apposita per ogni cosa completa in latino.

Ma questa benedizione è valida e ha la stessa efficacia di una benedizione in presenza magari fatta in una chiesa? E se è valida può essere fatta anche se è passato diverso tempo cioè non in diretta? Mi scuso ma sono abbastanza confusa perché sapevo che c’era bisogno della presenza fisica del sacerdote quindi anche del fedele che chiedeva la benedizione e l’oggetto o sacramentale da far benedire” – scrive.

La necessità della presenza fisica

La risposta di Padre Angelo, come sempre, si rivela precisa, ricca e puntuale: “Leggo in un dizionario di teologia morale di qualche decennio fa: “Fino al decreto della Sacra Penitenzieria Apostolica del 15 giugno 1939, quando la benedizione papale veniva impartita dal Sommo Pontefice, bastava lo stato di grazia per guadagnare l’indulgenza plenaria annessa a tale benedizione, ma era necessaria la presenza fisica.

In seguito però al citato decreto non è più necessaria la presenza fisica dato che la benedizione papale può riceversi anche per radio, ma sono richieste le condizioni solite ad imporsi per l’acquisto di qualsiasi indulgenza plenaria ossia la confessione, la comunione, la visita ad una chiesa o pubblico oratorio e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Se invece tale benedizione viene impartita da altri, la prassi è rimasta immutata: si richiede cioè che si sia presenti e che si adempiano le solite condizioni”.

Padre Angelo spiega: “Sono necessarie alcune cose”

Ma cosa se ne può concludere da ciò? “Dai criteri soggiacenti a questo passo, possiamo desumere alcune conclusioni. La prima: è necessaria la presenza fisica delle persone se intendono essere benedette. La seconda: se le persone assistono ad una celebrazione religiosa per mezzo della radio o della televisione, possono invocare la benedizione su di sé mentre il sacerdote che celebra la impartisce.

A seconda del loro fervore e delle loro disposizioni interiori, si aprono in quel momento ad una speciale benedizione divina. Si tratta pertanto di un’ottima cosa. Ma non è la stessa cosa della benedizione ricevuta in presenza, nella quale il sacramentale interviene con una maggiore efficacia. La terza: a fortiori si richiede la presenza materiale per le cose che si vogliono far benedire.

Tuttavia nulla vieta che uno possa invocare la benedizione sugli oggetti mentre il sacerdote la dà per mezzo della radio o della televisione. Ma non è la stessa cosa. Anzi si deve dire che quegli oggetti non sono ancora benedetti.

Va ricordato infatti che la benedizione è un sacramentale. Ora, sebbene i sacramentali non abbiano la medesima efficacia dei sacramenti, tuttavia esprimono e comunicano una potenza divina nella misura in cui vi sono i segni esterni. Tanto per i sacramenti quanto per i sacramentali i segni sono indispensabili perché rendono visibile la Chiesa all’interno della quale Cristo agisce come Sommo Sacerdote. Tra questi, anzitutto, la presenza fisica” – continua il sacerdote.

L’importanza dei sacramentali e della “presenza”

La presenza fisica è, quindi, essenziale: “Questo è reso ancora più evidente quando la benedizione non viene data solo con il segno della croce ma con il segno della croce insieme con l’aspersione dell’acqua benedetta. San Tommaso, in comunione con tutta la fede della Chiesa, sostiene che il segno della croce allontana i demoni. Ma il segno della croce con l’acqua benedetta non soltanto allontana i demoni e gli spiriti cattivi, ma li tiene lontani.

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Ora l’aspersione dell’acqua benedetta data attraverso la radio o la televisione non raggiunge materialmente i singoli che assistono alle celebrazioni stando nelle loro case. Certo, come ho detto poco sopra, essi possono invocare su di sé la benedizione perché in qualche modo si congiungono. Per quanto si tratti solo di una congiunzione virtuale, è sempre qualcosa rispetto a niente. Ma è pur sempre una congiunzione virtuale e non reale. Si congiungono solo con l’immagine del sacerdote e non con la sua azione concreta.

Orbene, se i fedeli assistendo per mezzo della radio e della televisione si congiungono almeno virtualmente perché pensano e vedono attraverso l’immagine il sacerdote che celebra, per gli oggetti non si attua neanche questo minimo di congiunzione.

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Per cui anche se su di essi si può invocare la benedizione mentre il sacerdote la dà via radio o televisione (la qualcosa da parte dei fedeli è certamente buona, anzi è molto buona), tuttavia gli oggetti (e a fortiori le abitazioni le case o i mezzi di trasporto) non sono ancora benedetti. Si potrebbe dire: sono benedetti virtualmente, ma non realmente. In altre parole, ancora più concrete, reali e comprensibili: non sono ancora benedetti” – spiega Padre Angelo.

“Perché sia valida una benedizione”

Una benedizione, potremmo dire, valida solo a metà: “Pertanto gli oggetti come le ceneri, i rami di ulivo, le medaglie, i rosari, i crocifissi, le immagini sacre sono benedetti solo se ricevono la benedizione in presenza. Questi oggetti benedetti sono il segno permanente davanti agli occhi di Dio della preghiera fatta dalla Chiesa su di essi” – conclude.

Fonte: amicidomenicani

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ROSALIA GIGLIANO

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