Benedetto XVI: “Vi spiego perché senza Chiesa Cristo non esisterebbe”

Giorno dopo giorno si ha la sensazione che la Chiesa non rappresenti al meglio il messaggio di Dio. Le continue notizie di sacerdoti che trasgrediscono il codice morale di cui dovrebbero essere portatori fa dubitare sulla validità dell’istituzione stessa e questo dubbio non si percepisce solo dall’esterno ma anche e sopratutto dall’interno, sono molti infatti gli uomini di fede che si sono posti il quesito sulla validità del rimanere all’interno della Chiesa nonostante le sue evidenti storture. Questo importante quesito se l’è posto anche il Papa Emerito Benedetto XVI e le sue conclusioni a riguardo sono state annotate in un volume dal titolo indicativo ‘Perché siamo ancora nella Chiesa’.

Il ragionamento dell’allora Cardinale della Baviera è semplice e si basa su un aspetto teologico fondamentale per la dottrina cattolica: “Sono nella Chiesa perché credo che, ora come prima a prescindere da noi, dietro la ‘nostra Chiesa’ vive la ‘Sua Chiesa’ e che io non posso stare vicino a Lui se non rimanendo vicino e dentro alla Sua Chiesa. Sono nella Chiesa perché, nonostante tutto, credo che nel profondo essa non sia nostra, bensì proprio ‘Sua’ ”. Secondo Ratzinger non bisogna dimenticare che la Chiesa prima di essere nostra è un istituzione di Cristo e come tale trascende dagli errori degli esseri umani che la popolano.

La Chiesa, continua Benedetto XVI, è stata istituita per essere la casa di Cristo sulla terra ed il luogo attraverso il quale possiamo sia trovare la redenzione per i nostri peccati che la via per il paradiso, in tal senso un mondo senza Chiesa sarebbe un mondo senza guida, senza Cristo e l’umanità sarebbe persa nelle ombre allo stesso modo in cui si trovava prima della discesa del figlio di Dio in terra. Il Papa Emerito già allora non aveva dubbi, per il suo modo di vivere la fede non esisteva Cristo senza la Chiesa e viceversa, per esprimere ancora meglio questo concetto, infatti, usa le parole di Henri de Lubac: “Coloro che accettano ancora Gesù pur rifiutando la Chiesa, non sanno che in ultima analisi è da questa che essi ricevono Cristo? […] Gesù è per noi una persona viva; eppure senza la continuità visibile della sua Chiesa, sotto quale cumulo di sabbia non sarebbero stati sepolti non soltanto il suo nome e il suo ricordo, ma anche la sua influenza vitale, l’efficacia del vangelo e della fede nella sua divina persona? […] ‘Senza la chiesa Cristo dovrebbe darsi alla fuga, disgregarsi, scomparire’. E che cosa sarebbe l’umanità se si togliesse Cristo?”.

L’ultima riflessione di Benedetto XVI sulla Chiesa che vi riportiamo riguarda il rapporto personale con la fede e con Cristo. Il pontefice fa capire che il rapporto personale con Dio è necessario affinché la fede maturi dentro di noi, ma che questo non può prescindere da una fede condivisa, poiché è proprio la condivisione che caratterizza la fede in Cristo è a questo a cui il Signore ci invita ed è questo il compito a cui è chiamato di ogni fedele: “Io sono nella Chiesa per gli stessi motivi per i quali sono cristiano: poiché non si può credere da soli. Si può avere fede solo in comunione con gli altri. La fede è, per sua natura, una forza che unisce. Il suo archetipo è l’evento della Pentecoste, il miracolo di comprensione che accadde tra uomini che per provenienza e storia erano estranei gli uni agli altri. La fede o è ecclesiale o non esiste”.