Benedetto XVI: i sacramenti, segno della presenza di Dio nel mondo

Benedetto XVI: tutti i sacramenti si originano in Cristo, e tramite questi ci si può avvicinare a Lui, “nell’oggi della Resurrezione che non conosce tramonto”.

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Il pensiero e le parole di Benedetto XVI rappresentano una miniera di grande importanza. In questi, magistrali sono le sue parole sui Sacramenti. Lo scorso anno a questo proposito è stata pubblicata una importante antologia dei testi di Benedetto XVI sui sacramenti, intitolata “I sacramenti. Segno di Dio nel mondo”. Un testo che occupa, a pieno diritto, un posto di pieno rilievo tra gli scritti del Papa emerito.

Le parole di Benedetto XVI sui Sacramenti, una vera miniera

Le parole di Ratzinger infatti rappresentano una vera e propria miniera per tutti i fedeli, e per la società in generale. Si avrà molto probabilmente infatti bisogno di secoli per comprenderli, rielaborarli e interiorizzarli. Di sicuro, però, la sua grande eredità di pensiero sarà come una miniera da cui trarre grandi ricchezze.

Tutto ciò si relazione pienamente con il suo essere pastore di anime, di grande dolcezza e sensibilità. A differenza di come purtroppo spesso venne volgarmente e impropriamente dipinto. Le omelie più importanti di Ratzinger in cui affronta il tema dei sacramenti, insieme ad altre meno note ma tuttavia fortemente evocative, permettono di penetrare a fondo il mistero cristiano. Nonché di avere una finestra che dà ampio accesso alla possibilità di viverli con pienezza.

Ratzinger: i sacramenti sono i segni della presenza di Dio nel mondo

Nel pensiero di Ratzinger, ciò che emerge è un rapporto fortemente equilibrato tra Grazia e natura, e tra fede e pensiero. Per andare a fondo su tutto ciò che riguarda la vita dei credenti. Quando ci si concentra troppo sulla razionalità, come accaduto ad esempio per la teologia all’inizio del novecento, si rischia di vivere la dimensione trascendente come qualcosa di molto distante dalla vita degli uomini che abitano questa terra.

Qualcosa di molto diverso dalla verità del Cristo che va ad incidere fortemente nel centro della vita dell’uomo. Trasformandosi in dono di grazia e chiamata di salvezza per ogni uomo in ogni angolo della terra. Per Ratzinger, i sacramenti sono i segni della presenza di Dio nel mondo. Questi, inoltre, invitano l’umanità con grande concretezza ad andare oltre l’immanenza e l’apparenza delle cose.

L’invito di Cristo all’umanità: alzare lo sguardo verso il Cratore

Per rivolgere cioè lo sguardo alla vera essenza della realtà, al Creatore del mondo, che tramite la venuta di Gesù Cristo, culminata con il supplizio della Croce, ha donato la Redenzione ad ogni persona. Diventando pane di vita, e chiamando ognuno a vivere in Comunione con lo Spirito Santo. Lasciandosi cioè accompagnare per tutta l’esistenza terrena.

Per Ratzinger, inoltre, ogni sacramento è fortemente caratterizzato da una precisa dimensione ecclesiale, che è essenziale e imprescindibile, in quanto nessun credente potrebbe fare in alcun modo a meno dei sacramenti. Come nessuno, invece, può vantarne alcun tipo di rapporto esclusivo con gli stessi.

Benedetto XVI: l’unica dimora in cui il Signore si colloca è l’umanità

Se infatti San Paolo afferma che gli uomini sono edificio di Dio, il Papa emerito prosegue la riflessione aggiungendo che l’unica vera dimora in cui il Signore può collocarsi è proprio l’umanità stessa, da cui si origina la Chiesa, plasmata da Dio per mezzo dei fedeli che la riempiono delle loro buone azioni, della loro fede, la loro adorazione e le loro virtù.

La Chiesa risponde insegnando ai suoi figli come essere discepoli di Cristo, e quale via percorrere per giungere a Lui che a sua volta è la vera Via. La visione sacramentale di Ratzinger, infatti, trova fondamento in Cristo stesso. Lui è il solo fondamento di ogni atto sacramentale, di tutti i sette sacramenti che si originano in Lui, tanto nella sua vita quanto nella sua morte oppure nella Resurrezione.

I sacramenti permettono di avvicinarsi a Cristo e camminare con Lui

I fedeli hanno la possibilità di avvicinarsi al Cristo solo attraverso i sacramenti, e così si incamminano al suo seguito per essere testimoni del suo amore gratuito e incondizionato. Per Ratzinger, infatti, i sacramenti rendono contemporanea la presenza di Cristo, portando all’oggi un evento di grazia accaduto duemila anni fa: la venuta del Signore.

In modo particolare l’eucarestia porta a compimento quanto accaduto nella sua Resurrezione, il cui mistero sconfigge la morte. Diventando alimento per la vita dei credenti, nella celebrazione eucaristica, rinnovandosi continuamente.

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A questo proposito, affermò Ratzinger: “Il risorto è oggi, e se noi lo possiamo toccare, possiamo allora toccare anche l’oggi della Resurrezione, possiamo entrare nell’oggi della Resurrezione che non conosce tramonto, che non ha sera perché nessuna morte gli pone più termine”.

Giovanni Bernardi

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