Non c’è limite alla buona morte e le proposte per ampliarne il campo d’azione aumentano, come se fosse un merito per l’intera umanità concedere il diritto all’eutanasia e a disporre della vita, come della morte.
In Belgio, la Camera dei Deputati accoglie la proposta di “ampliare ulteriormente il campo di praticabilità dell’eutanasia”.
Secondo la leader del Partito Socialista, Laurette Onkelinx, anche ex Vice Ministro, ora c’è bisogno di ridurre il termine dei 5 anni, tempo in cui il paziente può chiedere e ottenere di porre fine alla sua esistenza, con iniezione letale.
Secondo questo nuovo progetto di legge, i medici devono considerare la situazione e la richiesta del paziente e rispondere entro soli 7 giorni.
Se i medici, in 7 giorni, non riescono a trovare un valido motivo per terminare la vita del paziente, saranno tenuti ad indirizzarlo altrove. Dunque, l’efficienza prima di tutto?
Ma la proposta di legge non termina qui, poiché tende a limitare fortemente il diritto degli obiettori di coscienza. Infatti, si propone anche ti togliere la facoltà alle case di cura e agli ospedali di rifiutarsi di praticare la buona morte.
Dunque, la Deputata Laurette Onkelinx vuole che i medici non debbano avere il tempo di obiettare e di cercare di far ragionare il paziente, che potrebbe aver chiesto l’eutanasia in un momento di disperazione passeggera, cosicché -prima che ci possa ripensare sia già morto- e gli istituti che dovrebbero prendersi cura dei pazienti (ricordiamo il giuramento di Ippocrate a cui tutti i medici fanno capo), addirittura, non dovrebbero proprio avere il diritto di rifiutarsi di somministrare la morte.
E ci si domanda: perché tanto accanimento? Perché si ha così tanta fretta di uccidere il prossimo, ammalato e bisognoso di tutta la nostra comprensione e il nostro affetto? Una risposta sensata non c’è!
Antonella Sanicanti
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