Basilica Sveta Gora: il Monte Santo di Gorizia in cui apparve Maria

La Basilica della Madonna di Sveta Gora è legata all’apparizione di Maria alla giovane pastorella Uršula Ferligoj di Gargaro avvenuta nell’anno 1539.

La Basilica della Madonna di Sveta Gora – photo web source

Maria apparve sulla sommità del monte in cui già nel quattordicesimo secolo venne costruita una chiesa, distrutta dai turchi e riedificata nel 1544. Il monte venne rinominato Monte Santo, in sloveno Skalnica o Sveta Gora pri Gorici, ed è il più noto tra i “monti santi” della Slovenia.

La vista dalla Basilica della Madonna di Sveta Gora

Da lì è possibile ammirare la vista del Mar Adriatico, della pianura friulana e delle Alpi Giulie. Si trova a nord-est di Gorizia, nella propaggine meridionale dell’altopiano della Bainsizza, bagnato a sud-ovest dal fiume Isonzo.

Il luogo corrisponde all’incrocio dei confini amministrativi degli insediamenti di Salcano e Gargaro del comune di Nuova Gorizia e dell’insediamento di Plava del comune di Canale d’Isonzo. L’immagine di Maria che si trova sull’altare maggiore della chiesa è opera del pittore Palma il Vecchio.

La Basilica della Madonna di Sveta Gora – photo web source

La prima guerra mondiale segnò quest’area

L’opera risale al sedicesimo secolo, e la si donò alla chiesa dal patriarca d’Aquileia Marino Grimani nel 1544. La chiesa subì diversi attacchi e distruzioni. Oltre alla demolizione che l’imperatore Giuseppe II ordinò nel 1786, anche i combattimenti della prima guerra mondiale rasero al suolo la chiesa.

Durante la guerra infatti il monte rappresentò un importante obiettivo strategico da parte delle coalizioni militari, e in queste terre si ebbero feroci scontri.

La mostra del Fronte dell’Isonzo

Tanto che nella vetta oggi è presenta una mostra del Fronte dell’Isonzo, dedicata ai civili e ai militari di tutte le nazionalità che vi persero la vita.

La Madonna di Sveta Gora – photo web source

La mostra permanente, inaugurata nell’anno 1989, documenta infatti con grande accuratezza e dovizia di particolari quanto accaduto in quegli anni, raccontando la guerra con oggetti, fotografie e opere d’arte figurativa le battaglie che hanno avuto luogo nell’Isonzo.

L’interno della Basilica della Madonna di Sveta Gora

L’attuale edificio ha uno stile neo-barocco e la costruzione risale al periodo che va dal 1924 al 1928. La chiesa è lunga 72 metri e larga 22 metri, ha tre navate e un’altra navata laterale.

L’architetto Silvano Barich fece il piano di costruzione dell’edificio, con il campanile visibile fin dalla pianura isontina sopra la vetta del Monte Sabotino. Di grande fascino sono le straordinarie rappresentazioni della Madonna, tra cui statua tardo-gotica della Madonna con Gesù e il famoso ritratto della misericordiosa Madonna, opera del pittore veneziano Palma il Vecchio.

La Basilica della Madonna di Sveta Gora – photo web source

L’affascinante interno della Basilica

Oltre a queste, spiccano il soffitto intagliato, la via crucis, le vetrate decorate e il riconoscibile alto campanile con le imponenti campane. Dietro l’altare, eretto nel 1932, inoltre sono sepolti due arcivescovi di Gorizia.

Da secoli pellegrini sloveni e italiani si recano in pellegrinaggio nella basilica dell’Assunzione della Vergine del Monte Santo, sede del Convento dei francescani. La prima volta, infatti, l’edificio venne riedificato tra il 1514 e il 1544 in stile gotico-rinascimentale. E la seconda volta nel 1906 e consacrata all’Assunta da Papa Pio X come basilica minore.

Un fondamentale centro di pellegrinaggio

Infine, dopo la prima guerra mondiale, si assegnò all’ordine francescano subordinato alla diocesi cattolica di Capodistria.

La Basilica della Madonna di Sveta Gora – photo web source

Così la basilica ancora oggi, nonostante tutte le vicissitudini, continua a rappresentare la più antica dell’attuale Slovenia e un fondamentale centro di di pellegrinaggio sul monte Sveta Gora vicino a Nova Gorica, una preziosa testimonianza storico-culturale, e un luogo in cui i fedeli incontrano la Vergine ricevendo grandi grazie e benedizioni.

Giovanni Bernardi

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