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Basilica di Santa Maria in Trastevere: un luogo che è “fonte” di miracoli

La Basilica di Santa Maria in Trastevere, nata su di una misteriosa sorgente, conserva al proprio interno la miracolosa effige della Madonna della Clemenza.

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Si tratta di uno tra i più importanti luoghi di culto della città di Roma, situato in Piazza di Santa Maria in Trastevere, all’interno del quartiere popolare della capitale italiana. La tradizione vuole che la basilica venne fondata da papa Callisto I nel luogo della la misteriosa “fons olei”, ovvero dove dal terreno sgorgò dell’olio prima della nascita di Cristo per preannunciare la nascita del Salvatore.

La misteriosa sorgente di olio dove nacque la chiesa

Si tratta di un poco noto che riporta a oltre duemila anni fa, dove in questo luogo sorgeva un ospizio per soldati in pensione chiamato Taberna Meritoria. In un giorno, collocato da alcuni nel 38 a.C., un getto di petrolio cominciò improvvisamente a sgorgare dal terreno. Un prodigio che assunse il nome di fons olei, sorgente di olio.

Secondo la prima versione cristiana, questo miracoloso evento preannunciò la nascita di Cristo. Per questa stessa ragione i cristiani chiesero all’imperatore Alessandro Severo di concedere loro l’antica Taberna, e di potervi costruire sopra la prima chiesa. Chiesa che venne infine compiuta da Giulio I (337 – 352).

La Cappella della miracolosa immagine della Madonna della Clemenza

Tra l’ottavo e il nono secolo furono aggiunte le navate laterali in cui furono poste le spoglie di alcuni martiri tra cui quelle di san Callisto, fondatore della basilica. Tuttavia l’attuale struttura architettonica risale alla ricostruzione effettuata tra il 1138 e il 1148, voluta da papa Innocenzo II con materiale proveniente dalle Terme di Caracalla.

La Cappella della miracolosa immagine della Madonna della Clemenza venne fatta realizzare nel sedicesimo secolo dal cardinale austriaco Marco Sittico Altemps, su progetto di Martino Longhi il Vecchio. Papa Clemente XI fece invece riedificare il portico nel 1702, oltre alla modifica della facciata su progetto di Carlo Fontana.

Gli splendidi mosaici posti all’interno e all’esterno della chiesa

La chiesa fu in seguito sottoposta ad un articolato restauro nel corso del pontificato di Pio IX, tra il 1866 ed il 1877, per opera dell’architetto Virginio Vespignani. Nella parte superiore della facciata a guscio, preceduta dal portico progettato da Carlo Fontana, si trova uno splendido mosaico del tredicesimo secolo in cui Maria, in trono, allatta il Figlio, affiancata da dieci donne che in mano hanno delle lampade.

Sulla sommità del campanile romanico, invece, si può osservare, collocata all’interno di una nicchia, un altro mosaico raffigurante la Madonna col Bambino. La chiesa al suo interno presenta tre navate su colonne ioniche e corinzie architravate. Tra i meravigliosi dettagli che si possono osservare c’è il soffitto ligneo, disegnato da Domenichino, e alcune pitture risalenti al diciannovesimo secolo.

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Nella conca dell’abside si può ammirare un mosaico del dodicesimo secolo in cui è raffigurata la Vergine e Cristo assisi sullo stesso trono. Nel catino absidale, l’allusione è alla grande processione che nel medioevo si teneva a Roma la notte dell’Assunta, quando l’icona acheropita del Salvatore dal Laterano veniva condotta a Santa Maria Maggiore, al cospetto della celebre icona della Salus populi romani, in maniera solenne.

La prima cappella a sinistra è la cappella Avila, mentre tra la quarta e la terza c’è invece  tomba di Innocenzo II. La basilica ospita le reliquie di San Giulio I e le salme di San Callisto I ed Innocenzo II. Oltre a queste, infine, nella Basilica si trova anche la venerata icona della Madonna della Clemenza, i cui colori smaglianti sono stati messi in relazione con il primo strato di affreschi della chiesa di Santa Maria Antiqua.

Giovanni Bernardi

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