Basilica della Santa Casa di Loreto: dove il Verbo si fece carne

La Basilica della Santa Casa di Loreto custodisce all’interno quella che per la Tradizione è il luogo in cui il Verbo si fece carne, centro della devozione mariana. 

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La tradizione vuole che la Santa Casa di Loreto sia parte dell’abitazione della Vergine, costituita Lda una grotta scavata nella roccia e da una camera antistante. La grotta è tuttora venerata a Nazareth, nella Basilica dell’Annunciazione. La camera, secondo la tradizione, fu trasportata nel 1291 da Nazareth  per “mistero angelico”.

Basilica della Santa Casa di Loreto: il “mistero angelico” del trasporto

In un primo momento, in corrispondenza della cacciata dei crociati dalla Palestina, la sacra camera finì nell’antica Illiria, nell’attuale città di Tersatto, dove sorge oggi un santuario mariano. In seguito, giunse sul colle di Loreto nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294.

La casa fu posta su una pubblica strada dove tutt’ora è custodita. Se tuttavia la tradizione vuole che siano stati gli angeli a trasportare la Santa Casa, una recente ricerca archeologica sosterrebbe che sia stato un provvidenziale trasporto via nave ad eseguire il passaggio. Nave guidata da una famiglia denominata Angeli.

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La Santa Casa custodita all’interno della Basilica lauretana

L’archiatra pontificio di Leone XIII, Giuseppe Lapponi, nel 17 maggio 1900 affermò di avere recuperato dagli archivi vaticani alcuni documenti che parlavano di una nobile famiglia bizantina di nome Angeli. Questa famiglia avrebbe così salvato la Casa dagli attacchi musulmani trasportandola in Italia.

Oggi la Santa Casa è custodita all’interno di un rivestimento marmoreo. Il Bramante lo ideò nel 1509, approntandone anche il disegno, prima di essere realizzato sotto la direzione di Antonio Sansovino, Ranieri Nerucci e Antonio da Sangallo il Giovane.

L’usanza dei pellegrini di girare in ginocchio intorno alla Santa Casa

A partire dal sedicesimo secolo si originò così l’usanza secondo cui i pellegrini girano in ginocchio intorno alla Santa Casa, in maniera così partecipata e costante che intorno ad essa si formarono due profondi solchi, ancora oggi ben visibili.

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La costruzione della basilica cominciò nel 1469, patrocinata da Paolo II. Vari artisti collaborarono alla realizzazione dell’opera, fino ad arrivare all’attuale forma. Gli absidi ad esempio sono opera di di Giuliano da Maiano, i camminamenti di ronda di Baccio Pontelli, la cupola di matrice brunelleschiana di Giuliano da Sangallo, e così via.

L’interno splendido della Basilica della Santa Casa di Loreto

Donato Bramante apportò tuttavia le varie modifiche e consolidamenti. Nel 1587 si giunse al completamento dell’opera, con la facciata in stile tardo – rinascimentale di matrice fiorentina. Tre architetti collaborarono alla realizzazione di quest’ultima: Giovanni Boccalini, Giovan Battista Ghioldi e Lattanzio Ventura.

In totale, la basilica è formata da un emiciclo e 13 cappelle absidali, chiamate cappelle delle nazioni. Lo stile è tardogotico di derivazione fiorentina. La cupola è invece decorata con affreschi di Cesare Maccari. In questa, è possibile riconoscere il ciclo delle Litanie Lauretane.

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L’esterno della Basilica della Santa Casa di Loreto

Inoltre, si vedono la Santissima Trinità attorniata dai Troni, Dominazioni Cherubini, Serafini, Potestà, Principati, gli arcangeli Michele Raffaele e Gabriele. Infine, vi si trovano le invocazioni a Maria come Regina.

All’esterno della basilica, si nota poi le porte in bronzo forgiate nella fonderia di Recanati nel 1600. Anche in queste sono raffigurati episodi della storia della salvezza. Mentre invece di fronte alla facciata della basilica sorge la statua di Sisto V, papa francescano e marchigiano. Papa Sisto V infatti elevò, nel 1586, Loreto al grado di città e diocesi.

Il progetto del Palazzo apostolico realizzato dal Bramante

Infine, sempre Donato Bramante progettò il Palazzo apostolico, i cui lavori furono diretti dal Salsovino e poi da Antonio da Sangallo il Giovane, per passare a Giovanni Boccalini nel sedicesimo secolo, e per essere terminati dal Luigi Vanvitelli, autore anche dell’affascinante campanile.

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Oggi la splendida città di Loreto, nel cuore della splendida campagna marchigiana, deve molta della sua fama al santuario dove si conserva e si venera la Santa Casa della Vergine Maria. Tutta la città di Loreto, infatti, si è sviluppata attorno al Santuario della Santa Casa, e su di una collina che offre uno splendido panorama che spazia dal mare al Monte Conero, fino all’Appennino umbro-marchigiano.

Per Giovanni Paolo II Loreto è il “vero cuore mariano della cristianità”

Luogo di incredibile meraviglia, e di grande sacralità, che ogni giorno richiama migliaia di turisti e che Giovanni Paolo II definì nientemeno che il “vero cuore mariano della cristianità”.

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Sono stati infatti, nella storia, almeno duecento santi e beati, oltre a numerosi Papi, a visitare il Santuario della Santa Casa di Loreto.

Francesco Gnagni

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