Basilica della Misericordia di Macerata nacque dopo il voto cittadino che sconfisse la peste nel 1447.
Maria Madre della Misericordia è anche la Santa Patrona della città di Macerata. Nel periodo duro del Coronavirus che stiamo vivendo la devozione dei maceratesi a Maria Madre di Misericordia, e la splendida raffigurazione presente nella pala d’altare custodita nel santuario in cui Maria con le mani aperte accoglie i suoi figli nel suo manto per proteggerli.
La fede alla Madonna della Misericordia ricorda a tutti la nostra fede in Maria che mai ci abbandona e che ci protegge e ci accompagna in ogni momento della nostra vita. In quegli anni alle guerre e ai terremoti si sono aggiunte le carestie e le pestilenze che hanno tragicamente segnato il territorio della cittadina di Macerata. Decimando la popolazione e segnando la vita di ognuno.
Il voto che la comunità maceratese fece nel 1447 per contrastare la peste che stava dilaniando la città fece poi nascere la chiesetta. Che in seguito diventerà il santuario-basilica della Mater Misericordiae di Macerata. Il voto venne avallato dalle autorità cittadine e presto la Madonna scacciò la peste.
Il 3 agosto del 1447 infatti il Consiglio di Credenza, formato da venticinque membri, deliberò che “a devozione del popolo si faccia e costruisca una chiesetta in un solo giorno sotto il nome di Santa Maria della Misericordia perché per le preghiere della Vergine Maria la peste che al presente infierisce in città abbia a cessare; e i priori eleggano e deputino sei cittadini per disporre che sia costruita detta chiesa”.
Prima della gravissima pestilenza del 1447 ce ne furono altre che misero in ginocchio la cittadina. Come la peste nera del 1348, di cui parlò anche Boccaccio nel Decameron, che dimezzò la popolazione di Macerata.
La prima pietra fu posata il 15 agosto, e il concorso di popolo fu così grande che in un solo giorno, il 16 agosto, la chiesa fu edificata e terminata. La dimensione dell’edificio era modesta. Si scrive che fosse “tre passi per tre passi”. All’inizio fu costruita nella cattedrale, in piazza San Giuliano, ma passò anche tra il convento, e a destra la chiesa degli agostiniani eremiti e a sinistra l’episcopio.
La chiesa formava quindi una “strozzatura” per via della domus prope episcopatum del comune. La costruzione si appoggiava infatti sul muro dell’edificio comunale. Dopo che il piccolo tempio fu edificato, il 16 agosto 1447, per almeno dieci anni a Macerata non ci fu più la peste.
L’immagine venerata venne incoronata dal Capitolo Vaticano, con corona d’oro, nell’agosto 1721. Il Santuario fu devastato e depredato dai soldati francesi di Napoleone, nel luglio 1799, e anche la venerata immagine fu mitragliata.
In riconoscimento della grande e plurisecolare devozione mariana, il 16 novembre 1952 la città di Macerata veniva proclamata ufficialmente “Città di Maria”. In ricordo di questa giornata è ancora affisso il mosaico della Vergine, posto sulla fronte del Palazzo Civico, cui sono poste a fianco due pietre in cui è incisa la parola Civitas Mariae.
Nella parte centrale c’è un vano a navata unica, collegato al presbiterio da ampio arco e formato da rettangoli smussati. Questa parte, costruita su progetto del celebre architetto dello stile rococò Luigi Vanvitelli, dona un effetto fortemente suggestivo. Anche l’interno della Cattedrale è pieno di opere di grande valore artistico.
La più importante solennità del Santuario si celebra la prima Domenica di Settembre. In questa data l’Immagine viene esposta in maniera solenne per 15 giorni. Durante la festa si svolge la tradizionale Processione delle “Canestrelle”, nell’antico costume maceratese. Per l’offerta del grano alla Madonna, che riporta direttamente all’anno della liberazione dalla peste per mano di Maria.
Giovanni Bernardi
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