Papa Francesco lo ha fatto, nel cimitero Laurentino di Roma, lo scorso 2 Novembre, ma probabilmente ognuno di noi lo ha fatto davanti alle tombe dei piccini, che si incontrano lungo i vialetti dei nostri cimiteri, mentre si va a far visita ai propri cari defunti.
In ogni città, le tombe bianche, alcune abbandonate a se stesse, altre adorne di fiori e giocattoli, ci segnalano una vita non vissuta, finita prima di cominciare.
Al cimitero Laurentino di Roma, però, c’è proprio il «Giardino degli angeli», dal 2012, che ci ricorda le morti più tenere.
Insieme a loro, insieme ai bambini che non hanno avuto modo di rimanere nell’abbraccio dei loro genitori, vogliamo ricordare tutti quelli che sono stati abortiti volontariamente, che sono probabilmente finiti in mezzo ai rifiuti degli ospedali e che, né battezzati, né sepolti, non saranno mai ricordati da nessuno.
E, come Papa Francesco ha più volte ribadito, è la «cultura dello scarto» a determinare la fine di queste vite: «Questa opposizione si pone come primo atto di giustizia, soprattutto quando riesce a dar voce ai senza voce: tra questi ultimi i migranti, i rifugiati e gli sfollati che vengono ignorati, sfruttati, stuprati e maltrattati nel silenzio colpevole di molti».
Per tutti i dimenticati dalla società e per i bambini mai nati, preghiamo con Maria, Madre di ogni uomo.
Madre dei bimbi non nati, accogli nel tuo grembo verginale tutti i piccoli uccisi dall’umana crudeltà.
Il Tuo Cuore Immacolato e Addolorato ottenga Divina Misericordia per i piccoli martiri innocenti e grazia di contrizione per quelli che hanno praticato e collaborato alla loro uccisione.
Prega per tutti, Santa Madre di Dio e perdonaci perché abbiamo peccato contro Dio e contro di Te.
Amen.
Antonella Sanicanti
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