In una chiesa, in stile romanico, del Comune di Serravezza, in provincia di Lucca, sostava, già da una decina di giorni, una mostra scultorea, di artisti vari, sia nazionali che internazionali.
Non era certo la prima volta che accadeva, tra le varie manifestazioni culturali, che vengono regolarmente proposte in quella regione e in questo periodo dell’anno.
Quella mostra, però, conteneva un soggetto, realizzato dello scultore Emanuele Giannelli, che cozzava alquanto con la location, poiché raffigurava un bacio gay.
In seguito a questa esposizione, molti fedeli e visitatori hanno ritenuto non opportuno dover ammirare l’opera omosessuale dell’artista proprio in un luogo sacro e hanno fatto pressione alle autorità e agli organizzatori dell’evento perché venisse rimossa.
Così, ora, la “Polaroid”, sosta in giardino, secondo le disposizioni del parroco, don Hermes Luppi. Don Hermes, però, ci tiene a sottolineare che vuole dissociarsi dalla protesta: “Per me quella scultura poteva rimanere dov’era, il Vangelo ci indica una strada di accoglienza e di tolleranza. Del resto, con me non si era lamentato proprio nessuno”.
Il Presidente della rassegna artistica, invece, dice: “Forse abbiamo preso una decisione azzardata, nel mettere quell’opera dentro la chiesa, e, proprio per evitare di alimentare un caso, abbiamo poi deciso di metterla fuori”.
Antonella Sanicanti
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