Misericordia, umiltà, giustizia, obbedienza: sono i messaggi tanto antichi quanto attuali, che il profeta Michea, nel suo libro dell’Antico Testamento, insegna ancora oggi. Seppur meno noto, il passo del suo insegnamento è profondo ed emblematico.
Troppo spesso ci si dimentica di quanto attuali siano i messaggi mandati da testi, Sacri, scritti migliaia di anni fa. È proprio questo uno di quei casi: il libro dell’Antico Testamento è ricco di messaggi con forte significato simbolico e spirituale, ancora oggi proiettabili alla vita di tutti i giorni. Quello preso in considerazione in questa occasione è il libro del profeta Michea, che si presenta come perfetta sintesi del cammino spirituale che porta a Dio. Nel capitolo 6 del suo libro, il profeta mette in evidenza l’oppressione dei poveri, denunciando al tempo stesso l’avidità dei potenti e dei ricchi. Ciò che risulta interessante, però, è che le parole del profeta Michea non si limitano esclusivamente a denunciare l’ipocrisia e le disuguaglianze sociali, ma propone un’alternativa a tutto ciò.
“Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio“. Attraverso questa parole, il profeta veterotestamentario ci parla di tematiche molto attuali, seppur scritte nell’VIII secolo a.C. Questo periodo, com’è noto, era caratterizzato da forti disuguaglianze sia dal punto di vista sociale che economico. Il fulcro del messaggio di Michea si concentra su una proposta: praticare anzitutto la giustizia, ovvero impegnarsi in modo equo, rispettare quindi ogni individuo, affinché venga trattato in egual modo. Ma non solo: i messaggi del profeta sono diversi.
Non solo praticare la giustizia. Quello del profeta è anche un messaggio di amore e misericordia. Infatti, da come leggiamo nel Testo Sacro, il profeta richiama il valore dell’amore e della pietà. A tutto questo, poi, viene aggiunta un’altra tematica: quella dell’umiltà: “camminare umilmente”. Il profeta invita il lettore ad avere una relazione autentica con Dio e questo passa, inevitabilmente, attraverso la pratica dell’umiltà. Questo avviene solo lasciando da parte la superficialità e l’orgoglio.
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