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ATTO DI ABBANDONO A GESU’ di Don Dolindo Ruotolo (Paolo)

ATTO DI ABBANDONO A GESU’ di Don Dolendo Ruotolo recitato da Paolo.

– Perché vi confondete agitandovi?
Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà.

Vi dico in verità che ogni atto di vero, cieco, completo abbandono in me,

produce l’effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose.

Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi,

sconvolgersi e disperarsi,
volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi,

e cambiare così l’agitazione in preghiera.
Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima,
stornare il pensiero dalla tribolazione,
e rimettersi a me perché io solo vi faccia trovare,
come bimbi addormentati nelle braccia materne, nell’altra riva.

Quello che vi sconvolge e vi fa un male immenso è il vostro ragionamento,
il vostro pensiero, il vostro assillo

ed il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge.

Quante cose io opero quando l’anima,
tanto nelle sue necessità spirituali quanto in quelle materiali,
si volge a me, mi guarda, e dicendomi:
“pensaci tu”, chiude gli occhi e riposa!
Avete poche grazie quando vi assillate per produrle,
ne avete moltissime quando la preghiera è affidamento pieno a me.
Voi nel dolore pregate perché io operi,
ma perché io operi come voi credete…
Non vi rivolgete a me,
ma volete voi che io mi adatti alle vostre idee;
non siete infermi che domandano al medico la cura,
ma, che gliela suggeriscono.
Non fate così, ma pregate come vi ho insegnato nel Pater:

“Sia santificato il tuo nome”,

cioè sii glorificato in questa mia necessità;
“venga il tuo regno”,
cioè tutto concorra al tuo regno in noi e nel mondo;

“sia fatta la tua volontà”, ossia PENSACI TU.

Se mi dite davvero: “sia fatta la tua volontà”,
che è lo stesso che dire: “pensaci tu”,
io intervengo con tutta la mia onnipotenza,
e risolvo le situazioni più chiuse.
Ecco, tu vedi che il malanno incalza invece di decadere?
Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia:
“Sia fatta la tua volontà, pensaci tu”.

Ti dico che io ci penso,

che intervengo come medico,
e compio anche un miracolo quando occorre.
Tu vedi che l’infermo peggiora?

Non ti sconvolgere, ma chiudi gli occhi e di’:
“Pensaci tu”.

Ti dico che io ci penso.

E’ contro l’abbandono la preoccupazione, l’agitazione

e il voler pensare alle conseguenze di un fatto.
E’ come la confusione che portano i fanciulli,
che pretendono che la mamma pensi alle loro necessità,
e vogliono pensarci essi,
intralciando con le loro idee e le loro fisime infantili il suo lavoro.

Ci penso solo quando chiudete gli occhi.
Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare,
confidando solo negli uomini.
Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare,
a tutto pensare, e vi abbandonate così alle forze umane,
o peggio agli uomini, confidando nel loro intervento.
E’ questo che intralcia le mie parole e le mie vedute.
Oh, come io desidero da voi questo abbandono per beneficarvi,
e come mi accoro nel vedervi agitati!
Satana tende proprio a questo:
ad agitarvi per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda delle iniziative umane.
Confidate perciò in me solo, riposate in me,
abbandonatevi a me in tutto.
Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono in me,
e del nessuno pensiero di voi;
io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà!
Se avete vostre risorse, anche in poco, o, se le cercate, siete nel campo naturale,
e seguite quindi il percorso naturale delle cose,
che è spesso intralciato da satana.
Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i Santi.

Opera divinamente chi si abbandona a Dio.

Quando vedi che le cose si complicano,
di’ con gli occhi dell’anima chiusi:

“Gesù, pensaci tu”.

E io ci penso.

Michele S.

Scritto da
Michele S.

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