Attacco shock alla Madonna avvenuto nel cuore della cristianità

Non c’è pace ormai nemmeno per l’8 marzo. Ancora una volta la Festa della Donna è diventata il pretesto per una provocazione gratuita.

Un atto esteticamente sgradevole ma, soprattutto, blasfemo. Le immagini choc hanno fatto il giro d’Italia in poche ore.

Provocazione al parroco “omofobo”

Uno strano simulacro rosa, palese richiamo alle statue mariane, con al centro un chiaro riferimento al sesso femminile, è stato portato in “processione” per le vie del quartiere di Montesacro, a Roma Nord. L’oggetto è stato quindi fatto sostare davanti alla parrocchia dei Santi Angeli Custodi, in piazza Sempione, sotto gli occhi attoniti dei fedeli che andavano a messa. Accanto all’“icona” rosa, uno striscione con la scritta “Like a Virgin”, ad evocare una vecchia maliziosa, nonché blasfema, hit di Madonna (la cantante…).

Da quanto riferisce la stampa locale, si tratterebbe di una vera e propria sfida dei centri sociali e delle femministe al parroco, padre Mario Aceto, fervente devoto mariano, con la fama di “ultraconservatore” ed “omofobo” tra i suoi detrattori. Giusto un paio di settimane fa, oltretutto, padre Mario aveva definito “uno scempio” la presenza della bandiera arcobaleno, dinnanzi alla facciata del municipio.

Una questione di viabilità ma c’è dell’altro…

A monte di tutta la polemica c’è anche una questione legata alla viabilità nel quartiere. L’amministrazione municipale sta infatti portando avanti dei lavori, che prevedono la realizzazione di un’area pedonale. Il progetto include lo spostamento della statua della Madonna attualmente situata proprio al centro di piazza Sempione.

Un’idea che ha incontrato l’opposizione dei cattolici praticanti del quartiere, particolarmente affezionati al simulacro, proprio per questo, determinati a mantenerne la posizione originaria. A riguardo, è stata diffusa una petizione, mentre i militanti di Militia Christi hanno posto uno striscione in cui implorano: “Giù le mani dalla statua”.

Persino gli omosessuali non gradiscono l’iniziativa

Per tutta risposta, i gruppi di estrema sinistra attivi nel quartiere, alla vigilia della Festa Donna, hanno portato in piazza la loro “frocessione”. Non tutti gli omosessuali, tuttavia, hanno gradito l’iniziativa. Umberto La Morgia, fondatore del movimento “Omosessuali di destra”, ha difeso il parroco e ha affermato: “Questo è vilipendio della nostra religione ed è comunicazione violenta, e mi chiedo anche a livello simbolico come si possa definirsi per i diritti delle donne e poi avere l’ossessione di rappresentarle sistematicamente tramite una vagina”. La Morgia ha poi aggiunto: “Ci sono persone che proclamano a parole amore, diritti e lotta all’odio, ma che il rispetto non l’hanno mai imparato”.

L’opposizione di centrodestra al III Municipio, intanto, si oppone alla pedonalizzazione e ha preso le difese del parroco, che, a loro dire, non sarebbe stato minimamente consultato.

Pro Vita & Famiglia contro il femminismo che danneggia le donne

Femministe contro la statua di una donna l’8 marzo! É la festa di tutte le donne o di chi decidono loro? Al centro di Piazza Sempione c’è una donna che è attaccata da altre donne proprio oggi 8 Marzo, Festa di tutte noi – ha dichiarato Maria Rachele Ruiu, del direttivo di Pro Vita & Famiglia onlus –. Si chiamava Maria. Femministe e centri sociali illiberali e violenti contro chi dicono di difendere hanno mostrato all’uscita della messa l’immagine blasfema di una Madonna a forma di vagina. Ma si rendono conto di quello che fanno? O sono oramai persi nell’ideologia? Ma le donne poi, sarebbero solo la propria vagina?”.

La Ruiu ha quindi espresso vicinanza al parroco, “accusato ingiustamente di omofobia per aver difeso la presenza di questa statua nella piazza”. E ha osservato: “La donna ridotta ai suoi genitali non è quello che combattevamo tutti insieme?”.

L’attivista pro life ha concluso, accusando i centri sociali di aver fomentato, con la loro iniziativa, “una giornata di vera e propria violenza”, in una città come Roma dove i disservizi dei trasporti (ieri lo sciopero ha paralizzato la viabilità) e delle scuola rappresentano “un’altra vera e propria aggressione alle famiglie” e “alle donne”. “Grazie al progressismo andiamo forte in retorica e demagogia – sottolinea Ruiu – ma i diritti di tutti e di noi donne non sono affatto difesi né tutelati”.

Luca Marcolivio

 

 

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