In assenza di peccati gravi la confessione ci permette di amare maggiormente

In assenza di peccati gravi la confessione ci permette di amare maggiormente
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Ogni cristiano è consapevole della necessità della confessione come mezzo per purificarsi dai peccati commessi. C’è però chi si chiede se sia realmente necessario confessarsi una volta al mese anche quando non si è commesso peccato. Non trasgredire le regole divine e cercare quotidianamente di tradurre la parola di Dio in azione ci esenta dal commettere peccato? In tal senso è sicuramente utile leggere le parole di padre Slavko riguardo la confessione. Egli, in uno scritto rilasciato nel 1985 confessa di essersi trovato nello stesso dubbio quando i fedeli di Medjugorje andavano da lui a confessarsi anche non avendo peccati da confessare.

Dubbioso sulla necessità di tali confessioni, padre Slavko ha chiesto consiglio al teologo Hans Urs von Balthasar, il quale gli rispose: “Non deve aver paura, padre. Quando dicono che non hanno nulla da confessare, ringraziate insieme ad essi il Signore perché non hanno peccati. E poi fate questa domanda: ‘Avete in ogni caso amato Dio più di tutte le altre cose? Ed il vostro prossimo come voi stessi?’. Domanda ed ascolta! Perché, chi può dire di aver amato perfettamente? Finché non può affermare ciò, deve ammettere qualcosa e per questo deve chiedere perdono”.

Quella risposta fece capire al sacerdote che anche il più giusto degli uomini, sebbene le sue intenzioni siano le migliori, non è esente dal commettere un peccato. Questo significa che per quanto ci impegniamo non saremo mai puri al 100%, significa forse che il cattolicesimo esprime una condanna nei confronti degli uomini dalla quale non è possibile esimersi? Padre Slavko risponde pure a questo e spiega perché non è corretto vederla sotto questa prospettiva: “Si badi bene, questo interrogativo non viene posto per scovare in ogni occasione il peccato, ma viene rivolto per trovare, sempre, il modo di operare un maggior bene”, quindi aggiunge: “Il Cristianesimo non si è manifestato per giudicare gli uomini, ma è una realtà presente per la sua salvezza. Il Cristianesimo è, inoltre, la Luce che segue le tracce dell’uomo al buio. E’ l’amore che si manifesta e salva l’uomo dall’odio, è la pace che si offre all’uomo agitato, è il tutto che si offre all’uomo agitato e torturato”.

Luca Scapatello