La donna ha finalmente raggiunto le figlie in Canada.
Dopo mesi di polemiche, violente proteste, minacce di morte e ritardi burocratici, Asia Bibi ha finalmente lasciato il Pakistan ed ottenuto asilo politico. Secondo quanto riferito dai media locali, infatti, la donna è giunta nelle scorse ore in Canada, nazione in cui si trovavano già le figlie. A confermare la splendida notizia è stato l’avvocato di Asia, Saif Ul Malook, il quale con soddisfazione ha ufficializzato la fine di questa assurda vicenda.
Reclusa in carcere per 9 anni e condannata a morte con l’accusa di blasfemia, Asia era stata assolta dalla corte costituzionale pakistana alla fine dello scorso anno. La decisione dei giudici aveva causato violente proteste da parte degli estremisti musulmani. Per tre giorni le maggiori città pachistane sono state messe a ferro e fuoco, finché le forze dell’ordine non hanno sedato le rivolte e arrestato i colpevoli.
In quella situazione di emergenza, il governo locale si è visto costretto a concedere una revisione della sentenza. Il premier pachistano appoggiava la decisione della Corte Suprema, ma sapeva che quello era l’unico modo per placare le proteste. Nei mesi successivi Asia Bibi ha vissuto da reclusa (sebbene non in carcere), sotto scorta dei militari, per evitare che qualcuno la uccidesse.
All’estero, nel frattempo, continuavano i movimenti di solidarietà nei suoi confronti, sollecitando gli altri stati ad intervenire. I governi dei vari Paesi, sebbene offrissero la propria disponibilità a dare rifugio alla donna, hanno lasciato gestire la situazione al Pakistan. La revisione della sentenza ha confermato che non c’erano state irregolarità, dunque l’assoluzione di Asia. Concluso il processo, la donna è stata finalmente libera di lasciare il Pakistan, ed ora che è in Canada con la famiglia può cercare di ricominciare daccapo.
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Luca Scapatello
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