Asia Argento, trasformata in una satanista lesbica

Asia Argento, trasformata in una satanista lesbica
Asia Argento

Asia Argento, da che parte sta? Lo sa che non tutto è arte o può fare spettacolo, non tutto si può usare per suscitare interesse nel grande pubblico, a meno che non si vogliano lanciare dei segnali estremi, di cui poi si devono accettare e accertare le conseguenze?
Fa riflettere, allora, poiché lascia davvero attoniti, la scelta di alcune persone, che dicono di voler fare spettacolo, inneggiando ad una libera spiritualità, avulsa da ogni reale significato pacifico e salutare, anche se affermano il contrario.

L’ultima pellicola di Asia Argento, appunto, ci fa interrogare sul messaggio che lei avrebbe voluto giungesse al pubblico, presentandola al Torino Film Festival di qualche mese fa.
Diretta dal regista francese Bertrand Bonello, Asia si presenta su uno scenario rosso, accompagnata da una musica horror, mentre funge da sacerdotessa, attorniata da altre donne che indossano gonna e maglietta bianca.

Tutte sono scalze e intonano un mantra: “Lady Lesbian Jesus come, and rise the dead”, ossia “Signora Gesù Lesbica, vieni tra noi e resuscita i morti”.
Il coro è un crescendo, fino a trasformarsi in urla rabbiose

La scena dura più di 20 minuti, al termine dei quali, tra gli incensi che si spandono e le candele di circostanza, tutti si mettono in fila per ricevere un’ Eucarestia!
Il Corpo di Cristo, usato a mo’ di mezzo purificatore, in un’atmosfera più che blasfema, si veste così di significati squallidi e provocatori e del tutto privi della propria insita sostanza, ma evocanti una spiritualità alquanto discutibile.

Cosa mai volesse rappresentare Asia in questa performance e quale potrebbe essere il significato sotteso a quello che lei chiama cinema d’autore, non lo vogliamo immaginare.
Diciamo solo che non è la prima volta che l’attrice utilizza delle inquietanti scene, ponendosi al di sopra di certi schemi che, a nostro parere, sono il basamento della vera identità spirituale.
Certo è che, chiunque voglia avere a che fare con il pubblico, deve ritenersi responsabile di ciò che propaga e dell’effetto che può suscitare.

Antonella Sanicanti