Armi chimiche in Siria, scorre sangue innocente

 

 

 

 

In questo periodo quaresimale, in cui ci prepariamo a commemorare la vittima per eccellenza, Gesù Cristo, ingiustamente condannato e ucciso, non possiamo non pensare, ancor più che in altri momenti, alle tante vittime innocenti dei conflitti di tutto il Pianeta. Sono vittime innocenti tutte quelle che subiscono una guerra non voluta, solo perché facenti parte di un popolo, solo perché abitanti di una certa Nazione. Ed ecco che giunge una nuova e tragica notizia dal fronte siriano.

Al momento le notizie sono tutte da accertare, ma pare che ci sia stato un attacco chimico contro la città di Khan Sheikhoun, nella zona nord-ovest della Siria, da parte delle forze governative che miravano a colpire i ribelli. Pare inoltre che una bomba abbia colpito proprio l’ospedale della città. L’esercito nega di aver usato armi chimiche, mentre altri gruppi si fanno avanti appellandosi ai diritti umani, tramite Ondus e all’Onu.

Chiunque ne sia il responsabile, la situazione è disastrosa, sono almeno 58, tra cui 11 bambini, i morti, ma i feriti e gli intossicati in gravi condizioni arrivano a 200, solo nelle prime ore; secondo la Tv araba al-Arabiya, la situazione sarebbe anche peggiore.

Hanno usato il gas sarin, di cui è vietato l’utilizzo a livello internazionale.

L’esercito in queste ore sta giustificando, su più fronti, la sua non implicazione, affermando che mai sono state usate armi chimiche sui siriani. Dice di non averle mai possedute e accusa l’opposizione di aver escogitato un altro modo, quello della cattiva propaganda sui mass media, per raggiungere i loro scopi.

In ogni caso era già in corso un’indagine delle Nazioni Unite e dell’Ondus, sulle armi chimiche, presumibilmente adottate dal governo di Damasco, in altre circostanze.

Damasco nega, ma sui social la guerra civile siriana sta giocandosi a suon di immagini e video, postati dagli attivisti anti-governativi siriani di Edlib Media Center, che stanno facendo il giro del mondo.

Il rimbalzo delle news e delle colpe, dal governo ai ribelli e viceversa, sembra non aver fine, ne tanto meno si può, in questo momento, indagare la veridicità dell’accaduto o il numero esatto delle vittime. Certo è che altri innocenti, altri nostri fratelli, sono morti senza ragione, per l’odio immotivato di chi è assetato di potere.

In queste ore si è pronunciata anche la Russia, anch’essa sta negando di avere a che fare con attacchi aerei sulla città, mentre Francia e Inghilterra chiedono, a gran voce, una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, perché queste azioni arbitrarie, minacciano anche la sicurezza internazionale.

Segnali di allarme arrivano anche dal Presidente turco Erdogan e da Putin, entrambi ritengono che la situazione sia gravissima e davvero inaccettabile, che sia necessario un intervento immediato, al fine  di mantenere la tregua in Siria e di far fronte comune contro in terrorismo.

Dalla vicina Turchia sono inoltre giunte immediatamente 30 ambulanze, che serviranno a trasportare alcuni feriti in territorio turco e in ospedali più attrezzati.

Andrea Iacomini, portavoce italiano dell’Unicef, ha detto: “Immagini sconvolgenti, l’umanità è morta oggi in Siria.”. “La comunità internazionale, dopo sei anni di inferno, deve porre fine a questo calvario. Non ci sono figli di Assad e dei ribelli, sono tutti vittime di una guerra che non hanno voluto.”.