Arcivescovo Chaput ai padri sinodali: dobbiamo chiamare la gente alla grazia, non confermarla nei suoi errori

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Si sprecano le speculazioni su ciò che sta accadendo – e su ciò che potrebbe accadere – nelle discussioni del Sinodo in svolgimento a porte chiuse in Vaticano.

In passato, le dichiarazioni preparate dai padri sinodali – definite “interventi” – erano rese pubbliche e i nomi dei partecipanti erano identificati, ma con i cambiamenti introdotti nel processo sinodale gli interventi di 3 minuti non vengono più diffusi dagli organizzatori del Sinodo.

Un padre sinodale può rendere pubblico il proprio intervento, anche se non può diffondere quelli di altri partecipanti.

L’arcivescovo Charles Chaput di Philadelphia ha diffuso l’intervento che ha pronunciato, offrendo un prezioso approccio ad almeno alcune delle questioni e delle preoccupazioni che sono oggetto di discussione.

Chaput è rapporteur di uno dei quattro piccoli gruppi anglofoni del Sinodo.

Il suo intervento è giunto mentre i partecipanti rivedevano la prima parte del documento di lavoro del Sinodo (Instrumentum Laboris).

Riportiamo di seguito il testo completo dell’intervento dell’arcivescovo.

L’Instrumentum [il documento di lavoro del Sinodo] sembrava presentarci due visioni confliggenti: disperazione pastorale o risoluzione per la speranza. Quando Gesù ha sperimentato la disperazione pastorale degli apostoli, ci ha ricordato che per l’uomo una cosa può sembrare impossibile, ma a Dio tutto è possibile.

Nel controllare la natura allo scopo dello sviluppo umano, noi esseri umani abbiamo ferito i nostri oceani e l’aria che respiriamo. Abbiamo avvelenato il corpo umano con i contraccettivi e abbiamo confuso la comprensione della nostra sessualità. In nome della realizzazione individuale, ci siamo tenuti occupati creando una nuova Babele di tirannia che nutre i nostri desideri ma affama l’anima.

I paragrafi 7-10 dell’Instrumentum hanno fatto un buon lavoro descrivendo la condizione attuale delle famiglie. Complessivamente, però, il testo suscita una sottile disperazione. Questo porta a uno spirito di compromesso con certi standard di vita legati al peccato e alla riduzione delle verità sul matrimonio e la sessualità a una serie di belle idee – il che poi porta ad abbandonare la missione redentrice della Chiesa.

Il lavoro di questo Sinodo deve mostrare molta più fiducia nella Parola di Dio, nel potere trasformatore della grazia e nella capacità della gente di vivere davvero ciò che crede la Chiesa. E dovrebbe onorare l’eroismo degli sposi abbandonati che rimangono fedeli ai propri voti e all’insegnamento della Chiesa. …

Dobbiamo esortare le persone a perseverare nella grazia e ad avere fiducia nella grandezza che Dio ha inteso per loro – non confermarle nei loro errori. Il matrimonio incarna la speranza cristiana – speranza incarnata e sigillata permanentemente nell’amore di un uomo e una donna.

Questo Sinodo deve predicare questa verità in modo più chiaro con la passione radicale della Croce e della Resurrezione.

George Bernanos ha detto che la virtù della speranza è “disperazione, superata”. Non abbiamo motivo per disperare. Abbiamo tutte le ragioni per sperare. Lo stesso papa Francesco lo ha visto a Philadelphia. Quasi 900.000 persone hanno gremito le strade per la Messa papale che ha chiuso l’Incontro Mondiale delle Famiglie.

Erano lì perché amano il papa, ma anche perché credono nel matrimonio. Credono nella famiglia. Ed erano affamati di essere nutriti con il vero cibo dal Vicario di Gesù Cristo.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

fonte: aleteia