Arabia Saudita: gran muftì, “tutte le chiese vanno distrutte”

Arabia Saudita: gran muftì, “tutte le chiese vanno distrutte”, ecco chi sono gli alleati dell’Occidente nella regione

RIYADH (IRIB) – Dichiarazione scioccante del gran muftì d’Arabia Saudita, la massima autorità religiosa del paese, noto per la sua interpretazione retrograda dell’Islam: “tutte le chiese cristiane vanno distrutte”.

Lo ha dichiarato Abdul Aziz bin Abdullah dopo aver espresso, già nel febbraio scorso, la sua opposizione alla costruzione di ogni sorta di nuovo luogo di culto non-islamico in Arabia Saudita.

La stessa affermazione era stata fatta già in precedenza dallo stesso Abdul Aziz bin Abdullah in risposta ad una richiesta fatta dalla delegazione di una organizzazione non governativa kuwaitiana, la Society of the Revival of Islamic Heritage. La delegazione voleva una chiarimento sulla base della legge islamica a proposito della proposta avanzata da un parlamentare del Kuwait, di vietare la costruzione di nuove chiese nel Paese. Proposta che non fu accolta dal Parlamento.

La nuova dichiarazione intollerante del mufti saudita, e’ in perfetto coordinamento con le azioni dei terroristi dell’Isis, che secondo la maggior parte delle fonti informate, sono direttamente finanziati dalla monarchia saudita. Infatti questi terroristi si accaniscono nel distruggere ogni Chiesa ed ogni simbolo cristiano che incontrano nelle zone dove prendono il controllo. Questo è avvenuto in Siria, in Iraq ed attualmente avviene anche in Libia.

Il wahabbismo, una setta oscurantista le cui basi sono state poste nel secolo scorso dal colonialismo inglese, e’ la religione di Stato dell’Arabia Saudita e l’ideologia a cui si ispirano gruppi come l’Isis. L’Arabia Saudita e’ il maggiore alleato dell’Occidente in Medioriente dopo Israele. Gli USA ed i paesi europei come Francia e Gran Bretagna sono alleati con la monarchia dei Saud e tutte le maggiori aziende franco britanniche sono in affari con questo paese e con le altre monarchie del Golfo (Qatar, Emirati Arabi Uniti, Barhain).

L’Arabia Saudita ed il Qatar attualmente sono gli ispiratori e finanziatori dei gruppi terroristi che si sono infiltrati in Siria e che furono acclamati da tutti i media occidentali come “ribelli democratici” in lotta contro il tiranno Bashar al-Assad. In realtà esistono prove certe che la cosi detta rivolta anti Assad fu istigata dai servizi di intelligence occidentali.

Successivamente questi gruppi, armati ed addestrati dagli USA ed i loro alleati, hanno costituito l’ISIS e sono penetrati dalla Siria in Iraq, dove si sono impadroniti di alcune regioni del paese, commettendo ogni sorta di efferatezze contro le minoranze cristiane, sciite e curde e di altre confessioni, presenti in quelle zone, subito dopo hanno proclamato lo Stato Islamico (Daesh in arabo).

Le popolazioni della Siria e dell’Iraq, si sono presto rese consapevoli della crudeltà e della barbarie di questi gruppi e per tale motivo sono fuggiti migliaia di profughi per trovare scampo alle persecuzioni.

L’ISIS ha trovato complicità anche in Libia ed è arrivato di recente in questo paese dove, a seguito del “brillante” intevento militare della NATO effettuato nel 2011, oggi regna il caos e la guerra fra i gruppi rivali, fra i quali l’ISIS si è insediato per prendere possesso del paese e delle sue riserve petrolifere.

Anche in questo caso l’Arabia Saudita risulta ispirarice e complice dei terroristi ma questo in Occidente non si può dire poichè la dinastia dei Saud è fortemente protetta da americani e britannici i quali, come si sa, sono molto attenti ai “diritti umani” nei paesi ostili ai loro interessi (Siria, Iran, Corea del Nord, Venezuela) ma si disinteressano di questi “diritti umani” quando questi sono calpestati dai paesi totalitari e repressivi alleati strategici di Washington e Londra.

Fonte controinformazione info.