Alcuni cristiani riuniti in casa per pregare la Madonna sono stati scoperti nei giorni scorsi in Arabia Saudita. Le autorità li hanno arrestati e deportati.
Secondo la legge saudita i cristiani possono pregare in casa solo in piccoli gruppi (due famiglie), poiché gruppi numerosi costituiscono già una chiesa.
Recentemente alcune testate giornalistiche online hanno riportato la notizia dell’arresto di 27 cristiani in Arabia Saudita. L’unica colpa che queste persone avrebbero avuto è stata di riunirsi per pregare la Madonna. La notizia in sé qualche anno fa non avrebbe sconvolto più di tanto visto che la minoranza cattolica è tollerata fintanto che non professa pubblicamente la propria fede. In Arabia Saudita, infatti, l’unica religione riconosciuta è l’islam sunnita e non è possibile creare chiese o riunirsi per pregare se non si aderisce a quella che di fatto è una religione di stato.
Tuttavia dal 2015 il re Abdullah bin Abdulaziz ha concesso alle famiglie cristiane di pregare in casa. Queste si possono riunire in piccoli gruppetti, massimo due famiglie, e professare la fede senza incorrere nel rischio di ripercussioni. Per la legge situazione si complica quando il numero di cristiani riuniti aumenta: in tal caso l’assemblea viene ritenuta alla stregua di una chiesa e dunque va bloccata. Secondo la notizia apparsa in rete i cristiani arrestati e successivamente deportati nel loro Paese di provenienza (il Libano) erano 27, ben oltre il limite consentito. L’arresto dunque sarebbe avvenuto per violazione della legge.
Cercando fonti che confermassero la notizia, ci siamo imbattuti in un articolo di ‘Tempi‘ che la riportava. L’unico problema è che l’articolo in questione risale al 2016 e riporta una notizia apparsa sul portale d’informazione ‘Almasdar News‘. Insomma la notizia dell’arresto e della deportazione è vera, ma risale a quasi 3 anni fa. Perché riprenderla oggi? Semplice, una simile notizia avrebbe suscitato maggior clamore, visto che in febbraio il Papa si è recato negli Emirati Arabi proprio per creare un ponte tra Islam e Cristianesimo. Se l’arresto fosse recente, dunque, sarebbe la prova che l’apertura mostrata in febbraio era solo di facciata.
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Luca Scapatello
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