Appiccare incendi dolosi è un gravissimo peccato

Solo una settimana fa, avremmo potuto scrivere del paesaggio intorno al Vesuvio, del terreno fertile che circondava il vulcano, reso tale dalla particolarità degli eventi geologici avvenuti, li, nel corso della storia.

Avremmo potuto parlare delle mille attenzioni e delle tante cure che hanno reso quel luogo un Parco Nazionale, che preservasse diverse specie animali e vegetali.

Il Parco Nazionale del Vesuvio era stato predisposto tale dal 1995, con la sua macchia mediterranea di mirtocorbezzolo, alloro, vilburno, rosmarino, pinete, boschi misti di roverella, acero napoletano e robinia, ginestre e persino alcuni tipi di orchidee, betulle …

Dopo l’ultima eruzione vesuviana del Marzo del 1944, era stato un lichene a forma di corallo, di colore grigio, a comparire per primo e a coprire i resti delle colate di lava, insieme alla Valeriana, alla Rossa, all’Elicriso, all’Artemisia e alla Romice rossa.

8482 ettari di terreno intorno al vulcano ci offrivano la possibilità di apprezzare e scoprire ben 612 specie vegetali e 227 animali, di cui nemmeno conosciamo bene i nomi.

Attiravano amanti della natura e della storia del territorio, turisti da tutto il mondo, curiosi di conoscere quel vulcano, protagonista secolare della terra campana.

Ma il fuoco ora sta bruciando tutto ed è difficile arginarlo; sta distruggendo un patrimonio incalcolabile della nostra Nazione, inesorabilmente.

Ed è colpa dell’uomo e della sua cattiveria, che uccide ogni forma di vita, perché gli incendi di questi giorni sono dolosi, cioè consapevoli e volontari. E’ colpa dell’uomo, che pensa stupidamente di distruggere la casa/terra che lo protegge e non solo a Napoli.

Tutto il Sud Italia sta mandando in cenere il suo paesaggio, intossicando quell’aria pulita che conservano i nostri boschi, bruciando i sentieri di montagna che nascondono, ad ogni passo un dono, piante che incantano e specie di animali dimenticate dall’uomo, ma rinvigorite dalla Terra.

Appiccare un incendio è un peccato e un delitto, non solo per la legge dell’uomo, ma anche per la legge di Dio