Appena operata al cervello rischia complicanze, ma un angelo la riporta a casa

Appena operata al cervello rischia complicanze, ma un angelo la riporta a casa
Kori Malenfant

La storia di Kori Malenfant è di quelle che lascia con un sorriso di soddisfazione, quello che si dipinge sul nostro volto ogni qualvolta siamo a contatto con una vicenda che si conclude positivamente grazie ad un bel gesto e che per questo motivo ci dona speranza e ci fa comprendere che il quotidiano non è abitato solo da criminali ed egoisti. Tutto comincia circa due mesi fa, Kori è appena stata dimessa dal Presbitarian Hospital di New York dopo aver subito un intervento chirurgico al cervello. La diciannovenne, infatti, è affetta dalla ‘Malformazione di Chiari‘, una rara patologia che comporta la discesa del cervelletto al di sotto della scatola cranica.

Uscita con la madre dall’ospedale, Kori sarebbe dovuta tornare a casa sua a Portland per rimettersi in sesto. Il viaggio era lungo ed il clima molto rigido, ma la prospettiva di tornare a casa con i cari rendeva le circostanze secondarie o almeno così pensavano le due protagoniste in un primo momento. Giunte alla stazione dei treni, infatti, hanno scoperto che a causa del forte freddo (in quel periodo persino l’oceano attorno a New York si è ghiacciato) il treno che avrebbe dovuto portarle a Portland era stato cancellato, le due donne cambiano il biglietto per Boston, ma a causa del ritardo perdono la coincidenza e sebbene riescano a farsi cambiare il biglietto per la corsa successiva, il treno in partenza per Portland non lascia la stazione.

La situazione era disperata, avrebbero dovuto attendere ore in una stazione congelata con il rischio di complicazioni dovute alla recente operazione, ma poi, per caso (volontà divina) riescono a trovare l’aiuto di un poliziotto: “Eravamo disperate – racconta Kori in un lungo post di ringraziamento su Facebook – a causa della mia recente operazione, la mamma ha parlato con due poliziotti in servizio cercando di capire se c’era qualche modo di depositare i nostri bagagli alla stazione, così da poter contattare un’autista Uber che ci portasse in un posto più caldo e confortevole per dove attendere il treno”.

In seguito alla richiesta della donna i poliziotti hanno contattato il comandante della polizia il quale si è presentato poco dopo alla stazione ed ha detto alle due protagoniste della vicenda di seguirlo con i bagagli sulla sua auto: “Ci ha aiutato a mettere i bagagli sul veicolo e ci ha detto che ci avrebbe portato a fare un giro”, racconta Kori che poi aggiunge: “Pensavano che ci avrebbe portato in un luogo caldo ed eravamo grate per questo, ma poi ci siamo accorte che continuava ad andare verso nord… Mamma ha chiesto dove stessimo andando e lui le ha risposto vi sto rapendo ed è perfettamente legale. Abbiamo capito in quel momento che ci stava riportando a Portland”.

Dopo la pubblicazione del post, il poliziotto in questione, Kelley McCormick è stato intervistato dalle tv locali ed ha dichiarato di non aver fatto nulla di speciale: “Non potevo lasciarle al gelo dopo l’operazione che aveva subito”. McCormick era già divenuto noto per il suo impegno dopo l’attentato alla maratona di Boston ed è considerato dai concittadini un vero e proprio eroe. Titolo che adesso ha acquisito anche nel cuore di Kori che dopo l’aiuto ricevuto ha detto sul suo salvatore: “Sono onorata di aver condiviso un viaggio in macchina con un eroe come il capitano McCormick. È un uomo modesto, gentile e stimolante”.