Ecco alcune apparizioni mariane approvate dalla Santa Sede

Ecco alcune apparizioni mariane approvate dalla Santa Sede
Apparizioni della Vergine

Ricordiamo alcune apparizioni mariane, la cui devozione è stata approvata dalla Santa Sede.
Era il mese di Maggio del 1664, quando a Laus, in Francia, ragazza, che si chiamava Benoîte Rencurel, vide la Vergine Maria col Bambino Gesù tra le braccia. Le sue visioni durarono circa un anno e il messaggio della Madonna era un invito alla penitenza e alla conversione, alla riconciliazione con Dio e con gli altri.
Queste apparizioni vennero dichiarate veritiere dal Vaticano, nel 2008.

Era il 18 Luglio del 1830, quando a Rue du Bac, Parigi, una Suora -si trattava di Caterina Labouré- cominciò ad avere le visioni che tutti conosciamo e che portarono a coniare la Medaglia Miracolosa. Queste apparizioni vennero dichiarate veritiere dal Vaticano, nel 1836.

Era il 1608, quando a Siluva, in Lituania, alcuni pastori videro la Vergine Maria che stringeva tra le braccia il Bambino Gesù e piangeva, probabilmente perché quel villaggio aveva perso la fede. Queste apparizioni vennero dichiarate veritiere dal Vaticano, nel 1775.

Era il 1578, quando a Lezajsk, in Polonia, Thomas Michalek, un taglialegna, vide la Madonna che chiese di costruire una cappella: “Ho scelto questo posto. Qui mio Figlio verrà amato e rispettato e chiunque invocherà la mia intercessione riceverà la mia benedizione”.
Queste apparizioni vennero dichiarate veritiere dal Vaticano, nel 1752.

Le apparizioni della Madonna, nel corso della storia, sono state innumerevoli e anche oggi ne abbiamo testimonianza.
Se da un lato la chiesa non obbliga i fedeli a credere in queste manifestazioni, dall’altro segue un iter molto meticoloso, prima di approvarne l’autenticità.

Solitamente, le prime indagini vengono svolte dalla chiesa locale, che raccoglie informazioni e testimonianze di conversioni, guarigioni e altri segni. Ma, perché una devozioni sia dichiarata universale, c’è bisogno che anche la Santa Sede si pronunci favorevolmente.
Il sigillo di approvazione del Vescovo della Diocesi locale, dunque, da il via ad una serie di procedure e ad una sorta di processo, atto a verificare gli eventi raccontati dal veggenti.
Quelle sopra citate sono solo alcune delle apparizioni già approvate universalmente.

Antonella Sanicanti