Il piccolo Anthony Avalos è stato ucciso, perché aveva confessato ai genitori di avere degli interessi anche per i bambini, oltre che per le bambine.
Il tragico evento è accaduto in California, dove Anthony Avalos viveva con la sua famiglia, ossia con la madre e il fidanzato di lei, nonché con altri fratelli -ben 8- di età compresa tra i 12 mesi e i 12 anni.
Ed è stata proprio la madre a volerlo morto, facendosi aiutare, in tale crimine, dal suo uomo, perché il piccolo avrebbe confessato di essere gay.
Anthony Avalos aveva solo 10 anni e probabilmente nemmeno conosceva il significato delle sue affermazioni, in merito alle sue propensioni sessuali, ma quello è stato il pretesto perché la ferocia della madre si riversasse su di lui.
Anthony Avalos è stato torturato a lungo, lasciato senza cibo e senza la possibilità di andare in bagno, sorvegliato a vista dai fratelli, obbligati a questo dalla madre.
Già nel 2015, il bambino era stato allontanato dalla famiglia, perché abusato dai familiari -immaginate, dunque, quale sia il degrado sociale, morale e mentale della madre del piccolo e della persona che ha tenuto accanto a se.
Anthony Avalos è morto in ospedale, dove è arrivato dopo almeno 5 giorni di torture. I medici hanno trovato, sul suo corpo, bruciature di sigarette, anche sul volto, lividi ovunque e tagli, tante ferite alla testa e alla schiena.
E’ morto per un’emorragia cerebrale, seguita a un trauma cranico.
Era stato sbattuto ripetutamente sul pavimento, ma anche frustato con la cintura, inoltre, i suoi genitori aguzzini gli versavano della salsa bollente in bocca.
Antonella Sanicanti
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