L’Anno di San Giuseppe provoca una clamorosa conversione

Ex gay” o “libero dalla sodomia” sono parole affilate come una lama per il politicamente corretto.

È così, comunque, che oggi si definisce Milo Yiannopoulos, giovane blogger e opinionista noto al pubblico televisivo anglosassone, che oggi ha cambiato vita.

“Mai stato a mio agio come gay”

Un percorso di vita e di fede quello di Yiannopoulos, che prende avvio un paio d’anni fa dalla “provocazione” rivoltagli da un predicatore della Chiesa Militante. Invece di porsi sulla difensiva, Milo ascoltò l’uomo e riconobbe umilmente le sue debolezze umane.

Intervistato da Life Site News, il 36enne giornalista britannico di origini greco-irlandesi, ha raccontato in esclusiva la sua storia personale. Una vicenda piena di lati sorprendenti. In precedenza, Yiannopoulos aveva detto, in tono scherzoso, che era “diventato gay, solo per tormentare mia madre”. Successivamente ha confessato: “Non stavo del tutto scherzando”. E ha aggiunto di non essere “mai stato a mio agio con lo stile di vita gay”.

Quattro o cinque anni fa, Yiannopoulos aveva “scandalizzato” l’America liberal per le sue idee politiche conservatrici, considerate incompatibili con il suo status di gay. A Life Site News, comunque, il blogger ha confessato di aver visto a lungo se stesso come qualcuno che ha fatto “cose orribili e imperdonabili, che nessun altro potrà sopportare”. La sensazione è quella “che il mio nome sarà sempre maledetto e che sarò sempre un estraneo disprezzato”, quindi la tentazione è quella di “buttare via ogni considerazione di vivere bene o in modo sincero”.

La sfida della castità

Da quando ha preso il proposito di rimanere casto, il compagno e convivente di Milo è stato “declassato a coinquilino, la qual cosa non è stata facile né per me che per lui”. Yiannopoulos ha provato quindi a conteggiare i suoi giorni di astinenza dal sesso: questo metodo, ha detto, è “un efficace baluardo contro il peccato. Negli ultimi 250 giorni sono caduto solo una volta, quindi, finora, ho fatto molto meglio di quanto avevo previsto”.

È come se – dice – un velo fosse stato sollevato in casa mia, come se stesse accadendo qualcosa di più reale e onesto di prima”. Per Yiannopoulos la castità è stata una “scoperta graduale”, non un’irruzione improvvisa e deflagrante nella sua vita. Ciò lo ha spinto a constatare: “Forse questa mancanza di teatralità o spettacolarità è proprio un segno che i miei impulsi gay stanno sparendo”.

Poi arrivano le dichiarazioni più sorprendenti per quanti conoscevano Yiannopoulos per il suo temperamento eccentrico, istrionico, impetuoso e sopra le righe. Cita una frase che attribuisce a Caryll Houselander: “Tutto ciò che è amorevole nell’uomo e tutto ciò che è amabile nell’uomo è Cristo nell’uomo”. Partendo da tale assunto, Yiannopoulos arriva a dire che “più amore e meno lussuria c’è in noi, più cessiamo di oscurare Cristo e, al contrario, riveliamo Lui, a immagine del quale siamo fatti”.

“Nessuna salvezza fuori dalla Chiesa Cattolica”

La sua scelta “non è stata facile”, prosegue Yiannopoulos, consapevole della raccomandazione di Gesù a “prendere una croce pesante ogni giorno”. Quella croce, ha aggiunto, possiamo portarla in tre modi: con “amarezza”, come il “ladrone impenitente”, con “cupa rassegnazione, come il ladrone pentito”; oppure con “amore”, proprio come “il Signore, che non ha mai minimizzato la sofferenza ma ha detto che, al tempo di Dio, ci avrebbe redenti”.

Molto spesso – prosegue il giornalista britannico – sono la vanità, la presunzione o l’autocompiacimento che ostacolano l’accettazione di Cristo”. Bisogna allora evitarle “prima che mettano radici”, di modo che le “cose difficili” improvvisamente non sembreranno più tali.

La salvezza – sottolinea Yiannopoulos – può essere raggiunta solo attraverso la devozione a Cristo e alle opere della Chiesa santa, cattolica e apostolica”. Milos Yiannopoulos ha consacrato la sua vita a San Giuseppe. “In queste epoca di follia gender, dedicarmi al protettore maschile del Bambino Gesù, è stato un atto di fede nel Santo Patriarca di Dio e un rifiuto del Terrore dei transessuali”.

L’aborto? Un orrore!

Dopo essersi affezionato per una vita intera all’“assurdo” e all’“oltraggioso”, Yiannopoulos sta vedendo cambiare le sue “priorità professionali”, alla luce delle sue “nuove preoccupazioni spirituali”. La sua speranza è che siano riabilitate le “terapie di conversione, le quali “funzionano, anche se non per tutti”. Continuerà poi, a dire “anche più forte di prima”, che l’aborto è il “più grave orrore morale della storia umana”.

Poi afferma: “Dicono che se lasci entrare un peccato, ne seguiranno altri”. Ciò funziona anche in senso inverso, lascia intendere: “Da quando ho iniziato a resistere agli impulsi sessuali peccaminosi, mi sono ritrovato a bere di meno, a fumare di meno”.

Yiannopoulos ammette che “la mia debolezza per le scarpe e le borse firmate deve ancora svanire”. In compenso, grazie a Sant’Agostino, ha compreso che “la lussuria è un desiderio disordinato per ogni tipo di cose, non solo per i giocatori della National Football League”.

Luca Marcolivio

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