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Ad 8 anni e già in odore di santità

Una bambina in odore di santità

La diocesi di Tolone, in Francia, apre una causa di canonizzazione.

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Anne – Gabrielle aveva solo 8 anni, ma la sua santità era già nota a tutti.

Una piccola santa

Il processo di beatificazione e, successivamente, di canonizzazione, per la piccola Anne – Gabrielle è già in partenza. La piccola, di origini francesi, è morta all’età di 8 anni a causa di un cancro, ma la sua fede si è rafforzata sempre più durante questo suo calvario, tanto da farle vedere una vera e propria esplosione spirituale. La diocesi di Frejus – Tolone ha aperto ufficialmente il processo per la bambina.

La terribile esperienza del cancro vissuta dalla bambina è stata, per tutti quelli che l’hanno assistita e conosciuta, un’esperienza di vita e una lezione di speranza: “E’ stata una bambina che ha vissuto la sua malattia come la vera passione di Cristo. Ho pregato per lei ed ho visto con i miei occhi come questa bambina abbia accolto la sofferenza come una vera offerta al Signore” – ha dichiarato il vescovo della diocesi, mons. Rey.

L’esperienza del cancro

La piccola non ha mai abbandonato le sue attività: giocava con i suoi fratelli, faceva parte degli scout, finchè non ha ricevuto la diagnosi della sua malattia. Lamentava, giorno dopo giorno, un dolore che le si acutizzava alla gamba. Sei mesi dopo la diagnosi: sarcoma di Ewing che aveva colpito lo stinco.

Da allora, le chemioterapie all’ospedale di Marsiglia per ben 8 mesi e, proprio in questo nosocomio, è partita una vera e propria rete di sostegno logistico e spirituale sia per lei che per tutta la sua famiglia. Nonostante le cure, il cancro ha avuto la meglio su di lei: anche se sotto l’effetto della morfina, la piccola sopportava la sua malattia dando a tutti una vera lezione di speranza, incarnando l’esempio della sofferenza di Cristo, di un amore che pervade ogni cosa, e che va anche oltre la malattia.

La sofferenza e la preghiera

Un vero e proprio SI alla sofferenza: “Anche se non mi piaceva essere malata, sono fortunata perché così posso aiutare Dio a far sì che la gente torni da lui” – diceva la piccola. In lei coesistevano gioia e croce: “Un giorno sarò santa, come lo è stata S.Teresa di Lisieux” – diceva con convinzione.

L’ultimo mese di vita è stato caratterizzato da veri momenti di grazia: il perdono, la volontà di chiedere perdono. “No…Gesù ha sofferto troppo” – queste erano le sue preghiere.

Dopo tutte queste manifestazioni, la diocesi ha deciso di portare avanti il processo di beatificazione della bambina.

ROSALIA GIGLIANO

Fonte: aleteia.org

Rosalia Gigliano

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Rosalia Gigliano

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