Angelus 4 gennaio 2026, Papa Leone: “Non c’è culto autentico verso Dio senza cura per la carne umana”

All’Angelus della II Domenica dopo il Natale, papa Leone XIV ha sottolineato come l’Incarnazione ci consegna una speranza e un duplice impegno.

papa Leone XIV
Papa Leone XIV all’Angelus del 4 gennaio – lalucedimaria.it

Nel rinnovare gli auguri di Natale in questa II Domenica dopo il Natale, oggi, 4 gennaio, papa Leone XIV ha iniziato la sua riflessione prima della recita dell’Angelus domenicale a mezzogiorno. Dalla sua finestra nel Palazzo Apostolico, il pontefice ha parlato ai tanti fedeli in piazza San Pietro ha ricordato che dopodomani, nel giorno dell’Epifania del Signore si concluderà ufficialmente il Giubileo della Speranza, con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro.

Ricorda che il fondamento della nostra speranza è l’Incarnazione di Dio come sottolinea il Prologo di Giovanni, che la liturgica ci pone davanti anche oggi. “La speranza cristiana non si basa su previsioni ottimistiche o calcoli umani, ma sulla scelta di Dio di condividere il nostro cammino affinché non siamo mai soli nella traversata della vita“, dice il papa.

Papa Leone XIV all’Angelus: il Dio con noi ci consegna speranza e impegno

Papa Leone spiega che la venuta di Gesù nella debolezza della carne umana, “se da una parte ravviva in noi la speranza, dall’altra ci consegna un duplice impegno, verso Dio e verso l’uomo“. Verso Dio perché siamo chiamati a pensare a Dio a partire “dalla carne di Gesù e non ad una dottrina astratta“.

piazza san pietro
Piazza San Pietro all’Angelus – lalucedimaria.it

È necessario, pertanto, dice il pontefice, “sempre verificare la nostra spiritualità e le forme in cui esprimiamo la fede perché siano davvero incarnate, capaci cioè di pensare, pregare e annunciare il Dio che ci viene incontro in Gesù“.

Questo perché non bisogna considerarlo “un Dio distante che abita un cielo perfetto sopra di noi, ma un Dio vicino che si fa presente nel volto dei fratelli e si rivela nelle situazioni di ogni giorno“. Verso l’uomo il nostro impegno “deve essere altrettanto coerente“, dice il papa. Ogni creatura umana è riflesso di Dio per cui questo ci chiama a “riconoscere in ogni persona la sua dignità inviolabile e a esercitarci nell’amore vicendevole gli uni verso gli altri“.

L’Incarnazione ci chiede per questo un impegno concreto nella “promozione della fraternità e della comunione“, affinché la solidarietà sia posta come il criterio delle relazioni umane. Così si può raggiungere la giustizia e la pace, insieme alla cura dei più fragili e la difesa dei deboli. Dal momento che Dio si è fatto carnenon c’è culto autentico verso Dio senza la cura per la carne umana“, ribadisce il papa.

Il dolore per le vittime della tragedia di Crans – Montana

Dopo la recita della preghiera dell’Angelus il Santo Padre ha espresso il suo dolore per la tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Crans- Montana dove sono morti numerosi giovani che stavano festeggiando l’arrivo del nuovo anno.

Inoltre, papa Leone ha affermato che con animo colmo di preoccupazione segue gli sviluppi della situazione in Venezuela e dice che “il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace garantendo la sovranità del Paese“.

Sottolinea che bisogna assicurare “ lo stato di diritto inscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia con speciale attenzione ai più poveri che soffrono“.

Per queste intenzioni ha assicurato le sue preghiere e ha invitato a pregare chiedendo l’intercessione della Madonna di Coromoto e dei Santi Josè Gregorio Hernandez, e suor Carmen Rendiles.

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