Angelica : Il suo funerale una festa, scopriamo perchè.

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Angelica, un tumore combattuto con fede

È morta con le braccia aperte a 19 anni

 

Angelica una ragazza di 19 anni che con la sua fede forte e rocciosa ha stravolto tutte e nostre convinzioni sulla morte. ha trasformato un evento quasi tragico in una festa in un incontro col suo Signore, è passata a miglior vita col sorriso sulle labbra con la gioia di chi sapeva che non era la fine ma solo l’inizio di una nuova vita che generosa risplende intorno a lei come San Francesco insegna. Anche il suo funerale sarà gioioso una festa come lei stessa ha voluto e ha preteso dai suoi cari, dai suoi amici , dai suoi conoscenti.
«Sarà una festa» e ci sono pochi dubbi. Lo vuole, l’avrebbe voluto lei. Magari, da qualche parte, l’ha pure messo per iscritto: basterebbe spulciare tra le centinaia di sms, bigliettini e lettere che Angelica era solita lasciare nei telefoni e tra le stanze di casa ai suoi cari. Oggi

«Perché non possiamo cambiare la direzione del vento, ma possiamo sistemare le vele in modo da poter raggiungere la nostra destinazione in Cristo Gesù nostro Signore». Chi ti accoglie con una lettera sulla propria bara, tra decine di cestini colmi di fiori e infiniti rosari masticati con calma, non può che desiderare una festa, per il proprio funerale.

Angelica Tiraboschi, 19 anni, è morta sabato mattina e i genitori, quando da Pontirolo Nuovo l’hanno raggiunta all’Istituto europeo di oncologia, a Milano, l’hanno trovata con le braccia aperte, i palmi delle mani rivolti all’insù. «Se ne è andata così, bellissima, incontro al suo Signore».

Papà Marcello confessa subito di avere un problema: «Non sono degno di mia figlia» dice mentre nel soggiorno di casa, nella frazione Fornasotto, scorre alcune frasi che Angelica gli ha lasciato negli ultimi mesi, distillato di fede matura. Accarezza con gli occhi la fotografia scelta per il necrologio della figlia, l’ultima prima della malattia, racconta di quel giorno quando la sua Angelica con un abbraccio scoprì il male, ed è tutto un illuminarsi di sorrisi per lei che «da subito mi disse di non angosciarmi. “Papà è la volontà di Cristo, non preoccuparti: la Croce la porto io. Ma quando sono stanca, te la dò per un po’. E poi la riprendo”. Mi diceva così quando ancora sembrava che il tumore si potesse curare».