Aleppo, torna l’acqua. Il parroco: continuiamo a sperare

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Ce l’hanno fatta a entrare ad Aleppo 40 camion carichi di cibo nonostante i combattimenti che anche ieri si sono registrati nella martoriata città siriana, nonostante il secondo giorno di cessate-il-fuoco annunciato due giorni fa dalla Russia. La gente di Aleppo vive nella speranza della fine del conflitto, anche se in molti prefigurano presto l’inizio dello scontro decisivo tra le forze che si contrappongono. Luca Collodi ha sentito il parroco di Aleppo,padre Ibrahim Alsabagh:

R. – Abbiamo tanta speranza. L’anno scorso – mi facevano ricordare ieri i miei fedeli – eravamo stati senz’acqua per tanti giorni e avevamo pregato proprio per questa intenzione: che tornasse l’acqua. E proprio alla vigilia dell’Assunta è tornata l’acqua ad Aleppo e la gioia è stata grandissima. Non c’è stato il minimo dubbio nei cuori che fosse un miracolo voluto con intenzione da parte della nostra Madre celeste. Anche quest’anno, allora, abbiamo iniziato tutti con tanta speranza, per 72 ore, un digiuno e la preghiera, e continueremo quasi tutti fino all’Assunta – lunedì – con la speranza che tutto finisca velocemente, che torni la pace e che la gente riesca a tornare alla serenità, a vivere in una Aleppo tutta rinnovata, piena di gioia e di pace per tutti gli abitanti.

D. – Non solo l’acqua, per la popolazione sembra tornata anche la possibilità di comunicare con l’esterno, grazie ad un piccolo corridoio umanitario che è stato aperto …

R. – Sì e questo può essere letto come un altro segno di speranza, nonostante nella parte ovest della città, come dicevano oggi, la strada alternativa verso Aleppo non sia ancora pronta per i civili: viene utilizzata solo dai militari e qualche volta dai camion pieni di viveri per la città. Come ho detto la scorsa volta, ci sono tanti giovani, tanti ragazzi che sono andati nei campeggi estivi con diversi sacerdoti, ma che non riescono a tornare dalle loro famiglie. Tutti, quindi, sono in attesa che questa strada si faccia più sicura e pronta ad accogliere di nuovo quelli che vorrebbero passare: da Aleppo verso l’esterno o dall’esterno verso Aleppo.

D. – La strada è sotto il controllo delle truppe di Assad?

R. – Sotto il controllo delle truppe di Assad. E’ una alternativa all’altra strada, che è stata chiusa per motivi di sicurezza a Ramuse, dove ci sono ancora tantissimi scontri. Non è, quindi, possibile utilizzarla né per i militari né per i civili. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno accolto le mie parole negli ultimi giorni e hanno voluto intensificare sia la preghiera che il digiuno per la pace ad Aleppo. Ho ricevuto veramente tantissimi messaggi da diversi amici, parroci, parrocchie, gruppi ecclesiastici, che hanno detto: “Ci siamo anche noi per la preghiera, per il digiuno, per Aleppo”. Grazie di cuore, continuiamo così fino all’Assunta. Siamo sicuri che il mantello della Madonna ci coprirà e che Aleppo avrà un’altra alba e un altro giorno di luce e di pace.

fonte: radiovaticana