Al Sinodo, grande attenzione per famiglie in difficoltà

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La Relazione finale del Sinodo sulla famiglia ci sarà, ma spetta al Papa ogni decisione in merito: lo ha precisato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, durante il consueto briefing con i giornalisti. Riguardo poi alla lettera indirizzata da alcuni cardinali al Pontefice, il portavoce vaticano ha ribadito che si tratta di un documento riservato ed ha invitato la stampa a verificare la veridicità delle notizie. Il servizio di Isabella Piro:

Apre il briefing con due precisazioni, padre Lombardi. La prima riguarda la “Relatio finalis” del Sinodo sulla quale, negli ultimi giorni, si è registrata una certa confusione in merito alla sua stesura e pubblicazione. Per questo,padre Federico Lombardi spiega:

“La Relatio ci sarà, non è scomparsa da nessuna parte. Però, quello che noi oggi non sappiamo con precisione è che cosa decide di farne il Papa, cioè se sabato sera ci dice – come l’anno scorso – ‘pubblicatela subito’. Oppure, dice ai Padri sinodali: ‘Grazie, me la prendo, me la tengo e farò una mia Esortazione apostolica’. Oppure: ‘Me la prendo, ci riflettiamo e poi la pubblichiamo tra qualche giorno’”.

Lettera dei cardinali al Papa è documento riservato
Quindi, il direttore della Sala Stampa vaticana fa riferimento alla pubblicazione, da parte di alcune fonti, di una lettera firmata da alcuni cardinali partecipanti al Sinodo ed indirizzata al Pontefice. E sottolinea:

“Trattandosi di una lettera che non era pubblica, quindi di un documento riservato, io su questo non ho nulla da dire, né da commentare. Quello che posso commentare è che le 13 persone che vengono in seguito indicate come firmatari, bisogna verificare se è vero o no, perché due di essi – il cardinale Vingt-Trois ed il card. Scola – già direttamente interpellati, hanno detto: ‘Io non ho mai firmato nulla di simile’. Quindi, fate attenzione a non credere subito e troppo facilmente alle cose che vengono pubblicate. Dovete verificarle”.

La Chiesa è vicina ai divorziati risposati
Riguardo allo svolgimento dei lavori in Aula, nella giornata di sabato sono stati pronunciati 43 interventi, dedicati alla terza parte dell’Instrumentum laboris, ovvero la missione della famiglia oggi. Si è parlato, spiega padre Lombardi, anche della questione dell’accesso al Sacramento dell’Eucaristia per i divorziati risposati:

“Alcuni interventi, pochi ma precisi, erano su una posizione negativa; però bisogna ricordare che questo era sempre nel contesto di un’attenzione della Chiesa per tutte le persone che si trovano in situazioni difficili e che bisogna trovare anche i modi di fare sentire loro l’integrazione nella vita della Chiesa e la vicinanza della Chiesa”.

Preparazione al matrimonio e processi di nullità tra i temi esaminati
Molto approfondito anche il tema della preparazione al matrimonio, paragonato, in alcuni casi, al noviziato, ed in cui andrebbero incluse anche le famiglie ed i movimenti ecclesiali. Qualche accenno è stato fatto poi alla riforma del processo per il riconoscimento della nullità matrimoniale, per il quale è stato suggerito, in pochi casi, un tempo di verifica della sua attuazione.

Clima costruttivo e sensibile tra i Padri Sinodali
Altri temi trattati: pastorale giovanile, inculturazione, violenze domestiche, matrimoni interreligiosi, soprattutto nei Paesi a maggioranza islamica. Particolare la sottolineatura relativa al fatto che oggi “non funziona più” la differenziazione tra peccato e peccatore, perché ad esempio, per la sessualità si parla di “dimensione integrale” nella persona umana. La qualità degli interventi, comunque, è stata molto costruttiva. Padre Bernd Hagenkord, responsabile della divulgazione delle notizie in lingua tedesca:

“I Padri Sinodali sono stati molto personali, hanno parlato anche della loro esperienza sensibile nei confronti delle singole situazioni pastorali e del linguaggio usato, all’interno ed all’esterno dell’Aula, per parlare delle famiglie, in particolare per quelle che hanno vissuto un fallimento”.

Dottrina non è separabile dalla pastorale
Un altro punto-chiave, è stato sottolineato al Sinodo, è che per Dio nessun uomo è un estraneo: non è possibile, quindi, separare la dottrina dalla pastorale.  Ad ogni modo, l’assemblea è unanime sul fatto che non fare niente o cambiare tutto non sono le soluzioni per questo Sinodo.

Gli Uditori: è bello vedere che la Chiesa ha cura della famiglia
In Sala Stampa, sono intervenute anche due coppie di coniugi, presenti al Sinodo in qualità di Uditori: i brasiliani De Rezende e gli indiani Bajaj, questi ultimi esempio di matrimonio misto. Dalle loro testimonianze emerge la gioia di partecipare all’Assemblea, vedendo anche come molti pastori abbiano cura della famiglia. Intanto, oggi e domani il Sinodo prosegue nei Circoli minori: i gruppi linguistici sono, infatti, al lavoro sulle relazioni relative alla seconda parte dell’Instrumentum laboris, che saranno presentate in Aula mercoledì.

 

fonte: radiovaticana