Aborto: sondaggio rivela che in Argentina il fronte pro vita è in maggioranza

Aborto: sondaggio rivela che in Argentina il fronte pro vita è in maggioranzaIn Argentina continua il dibattito sulla legalizzazione dell’aborto, un tema scottante che divide la popolazione in due fazioni ma che secondo un sondaggio effettuato da ‘Ipsos‘ vedrebbe in leggero vantaggio il fronte pro vita. Qualche giorno fa la camera ha approvato la legge sulla legalizzazione dell’aborto ed il prossimo 8 agosto ci sarà la votazione definitiva che stabilirà se il disegno di legge diverrà effettivamente legge. Intanto la guida della diocesi Argentina, monsignor Fernandez, ha pregato il presidente della Repubblica Mauricio Macri (dichiaratamente cattolico) di annullare la votazione qualora dovesse vincere il sì, ma questo ha dovuto rifiutare la richiesta del prelato (sarebbe una mossa incostituzionale) ricevendo in cambio una promessa di scomunica. Intanto l’arcivescovo continua la sua opera di sensibilizzazione delle nuove generazioni nella speranza che possa realmente prevalere il fronte contro l’interruzione di gravidanza.

Argentina, legge sull’aborto: un sondaggio vede la prevalenza del fronte pro vita

In attesa della votazione definitiva, l’agenzia di rilevazione statistica ‘Ipsos’ ha chiesto alle donne e agli uomini argentini cosa pensano della legge. I risultati dell’indagine statistica hanno visto una prevalenza delle persone contrarie all’aborto, il 49% , ed una buona parte favorevoli (il 40%). Dall’indagine statistica si è notato inoltre che ad essere in prevalenza contrarie all’aborto sono le donne, le ragazze, gli abitanti delle cittadine interne ed i sostenitori del presidente Macri. Le categorie invece più favorevoli all’aborto sono gli uomini, gli abitanti delle aree metropolitane ed i socialisti. Il dato sicuramente più importante, però, è quello che riguarda le ragazze e le donne: tra le intervistate il 52% delle ragazze di età compresa tra i 18 ed i 29 anni ed il 45% delle donne tra i 30 ed i 44 anni si sono dichiarate contrarie all’aborto. Non resta che attendere i risultati delle votazioni, se la legge dovesse passare le gravidanze potranno essere interrotte fino alla 14a settimana.

Luca Scapatello