Sant’Etelberto, re del Kent, fu tra i primi alti nobili ad essere convertiti in Inghilterra. La sua conversione avvenne mediante l’incontro con un grande santo evangelizzatore.

Il 24 febbraio ricorre la memoria liturgica di sant’Etelberto, re del Kent. È nel VI secolo che visse questo regnante che ad un certo punto della sua vita abbracciò il cristianesimo grazie all’incontro con un grande evangelizzatore in terra inglese.
Si tratta del terzo cosiddetto “bretwalda”, cioè capo supremo, d’Inghilterra e i territori sottoposti alla sua giurisdizione che all’epoca comprendevano tutta l’Inghilterra a sud del fiume Humber. Nacque circa nel 552 e di lui si sa che si sposò con la principessa Berta, figlia del re francese Cariberto.
Santo di oggi 24 febbraio: Sant’Etelberto del Kent, il primo re inglese a convertirsi grazie ad un grande santo
Uno degli elementi che contribuirono alla conversione del re Etelberto fu certamente sua moglie oltre al vescovo sant’Agostino di Canterbury a cui deve di aver abbracciato il cristianesimo. La moglie era cristiana e la condizione messa per la celebrazione del matrimonio fu, infatti, che alla sposa venisse concessa la libertà di continuare a professare la religione cristiana.
Inoltre si chiese anche che potesse essere accompagnata dal vescovo di Letardo, che era il suo confessore. Anche quest’ultimo ebbe un ruolo nel cambiamento interiore di Etelberto.
Era un tempo in cui, dal 597, papa san Gregorio Magno aveva mandato alcuni missionari, che avevano come guida il famoso sant’ Agostino di Canterbury, vescovo affinché operassero un’evangelizzazione efficace tra le popolazioni anglosassoni.
Per primi giunsero presso l’isola di Tanatos e subito i missionari si misero in contatto con il re per esporgli il loro progetto.
La conversione a Pentecoste
Si narrano alcuni dettagli dell’incontro che avvenne tra Etelberto e i missionari con a capo sant’Agostino di Canterbury. Per esempio che lui temeva, a causa di antiche superstizioni, che incontrandoli in un luogo chiuso loro avrebbero potuto ingannarlo attraverso l’uso di arti magiche.
Ma quando si incontrarono i missionari portavano una croce d’argento e, come racconta al riguardo Beda il Venerabile nelle sue cronache, “predicarono la parola di vita al re ed a tutti quelli che erano con lui”. Inizialmente il re li guardava con scetticismo e disse loro: “Sono bellissimi i discorsi e le promesse che fate, ma poiché sono cose nuove e incerte non posso dare il mio assenso ed abbandonare tutto ciò in cui ho creduto per tanto tempo con tutto il mio popolo“.
Nonostante le sue iniziali perplessità diede loro un posto in cui sistemarsi adeguatamente a Canterbury e concesse il permesso di predicare pubblicamente e convertire chiunque. La sua conversione si dice che avvenne principalemnte durante la vigilia di Pentecoste del 597.
La diffusione della fede in Inghilterra
Diventato cristiano promosse e favorì l’opera missionaria e pur senza imporre niente ai suoi sudditi, ma nella giusta libertà, furono tantissime le conversioni nel popolo.
Colui che ebbe un forte ruolo nella sua conversione fu in particolare sant’Agostino che divenne vescovo di Canterbury. Per gratitudine e il forte legame che si era instaurato, gli diede in dono alcuni terreni dove sorse la sua sede episcopale.
Inoltre, il re Etelberto volle che venisse costruito un monastero dedicato ai santi Pietro e Paolo, che successivamente nel tempo fu intitolato a Sant’Agostino di Canterbury. Etelberto creò nel Kent anche il primo codice legislativo anglosassone che prevedeva la protezione della Chiesa e l’istituzione di un complesso sistema di indennità.
Il suo regno durò per 56 anni e morì tra il 616 e il 618. Fu sepolto insieme alla moglie che era morta in precedenza e anche lei è considerata una santa. Le loro spoglie si trovano nella cappella di San Martino del monastero dei Santi Pietro e Paolo in Canterbury.
Con la canonizzazione gli venne riconosciuto anche il grande ruolo che svolse nella reintroduzione del cristianesimo in Inghileterra.







