Il piccolo Domenico non ce l’ha fatta: la sua, una morte quasi annunciata

La sua piccola vita era appesa ad un filo per un gravissimo errore medico. Aveva solo 2 anni, il piccolo Domenico, ricoverato da oltre due mesi all’ospedale “Monaldi” di Napoli per una grave malattia cardiaca.

Il piccolo Domenico non ce l’ha fatta: la sua, una morte quasi annunciata – lalucedimaria.it (photo: il quotidiano del sud)

Il bambino e la sua storia erano balzati alle cronache dopo il 23 dicembre scorso, quando ha subito quello che doveva essere il trapianto di cuore che gli avrebbe salvato la vita, ma qualcosa è andato storto, condannandolo ad una morte quasi certa, che poi è arrivata in maniera inesorabile.

Sua mamma Patrizia non l’ha lasciato solo neanche per un momento, come tantissime altre persone si sono radunate e sono state vicine alla mamma e al piccolo. Ripercorriamo la sua vicenda e cosa è accaduto.

Domenico e il trapianto non riuscito

Una storia che ha colpito davvero tutti e che nessuno ma si sarebbe aspettato ancora succedesse nel pieno dell’era tecnologica, dove gli errori, specie quelli medici, non dovrebbero più accadere. Ma invece, la storia quanto gli studi non insegnano sempre tutto a tutti. Il piccolo Domenico attendeva un cuoricino da tempo e, quando è arrivata la notizia che uno compatibile c’era, immediatamente si sono avviate le procedure per il trapianto. Un cuore compatibile: dove c’è il dolore di mamma che piange il suo bambino che muore ma che decide di donare gli organi per salvare un’altra vita, dall’altro c’è una nuova mamma che gioisce e, quest’ultima, doveva essere proprio la mamma di Domenico. Ma così non è stato.

Il cuore per il piccolo, di soli 2 anni, è arrivato da Bolzano in condizioni non idonee, mediacamente parlando è arrivato “bruciato”. Al “Monaldi” di Napoli lo attendevano con ansia, e quando lo hanno visto arrivare in quelle condizioni, siccome a Domenico era già stato espiantato il suo, non si poteva attendere oltre e lo hanno “inserito” comunque, nonostante non fosse nelle condizioni perfette ed ottimali. Un errore medico lo hanno definito in tanti e, da quel momento, le condizioni del bambino, invece di migliorare, sono drasticamente precipitate.

In foto, Patrizia, mamma del piccolo – lalucedimaria.it (photo: Open)

Anche il cardinale di Napoli e la Chiesa di Nola vicini alla famiglia

Dopo 2 mesi di agonia, la situazione è diventata irreversibile: un altro cuore era arrivato, dopo un allert a livello europeo, ma operare di nuovo il piccolo, significava solo una bassisima percentuale di riuscita quanto di sopravvivenza. In tanti si sono avvicinati a mamma Patrizia, hanno ascoltato le sue parole ed il suo dolore. Anche il Cardinale di Napoli, don Mimmo Battaglia ha fatto personalmente visita alla mamma di Domenico, facendole sentire la sua presenza quanto anche quella della Chiesa tutta.

A Nola, paese originario di Domenico, sono state oltre 100 le persone che hanno partecipato alla fiaccolata e alla veglia di preghiera per “il piccolo guerriero”, così come tutti lo definivano. “Il piccolo Domenico è una parola che Dio dice a tutti noi […] Vogliamo tutti trarre una lezione di vita dalla vita del piccolo e fragile fratello” – ha affermato Monsignor Capasso, vicario generale della Diocesi di Nola.

Dall’ospedale di Napoli, le condizioni di Domenico sono precipitate e, in accordo con la sua famiglia e con l’avvocato che li assiste, fanno sapere “sono state somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell’ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici. Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico” – spiega la nota dell’azienda ospedaliera dei Colli.

Poi il tragico epilogo arrivato questa mattina, sia con una nota dell’ospedale “Monaldi”, dove il piccolo era ricoverato, quanto dall’avvocato dei suoi genitori. Una morte quasi annunciata quella del piccolo, che sale al cielo all’alba di questa mattina. Un piccolo angelo che va ad arricchire il Paradiso.

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