Il Mercoledì delle Ceneri segna l’inzio del tempo di Quaresima che prepara alla Pasqua. È un periodo in cui siamo invitati alla conversione del cuore attraverso la preghiera e la penitenza.

In questo 2026 cade oggi, 18 febbraio: è il Mercoledì delle Ceneri, il primo giorno del periodo liturgico della Quaresima. Questo giorno è sempre fissato sei settimane prima della celebrazione della Pasqua del Signore, di cui il tempo quaresimale è preparatorio.
L’origine del Mercoledì delle Ceneri è da ricercare nell’antica prassi penitenziale e nel corso dei secoli ha avuto un’evoluzione fino ad arrivare alla celebrazione odierna, così come noi la conosciamo. Al centro c’è il rito dell’imposizione delle Ceneri, con cui il sacerdote segna i fedeli, sul capo o sulla fronte.
Oggi 18 febbraio: Mercoledì delle Ceneri, l’inizio del tempo quaresimale per la conversione del cuore in vista della Pasqua
L’Origine del Mercoledì delle Ceneri risale al l’XI secolo. La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo. Nel tempo il gesto dell’imposizione delle ceneri si estese a tutti i fedeli.
La tradizione di ricevere le ceneri ha radici ancora più antiche: c’era infatti un’antica usanza ebraica in cui come atto di penienza ci si vestiva con un saio e ci si ricopriva con della cenere. La Bibbia non descrive esplicitamente questo primo giorno di Quaresima, ma nell’Antico Testamento si trovano molti esempi che illustrano questo atto di pentimento, come possiamo trovare nel verso di Giobbe 16,15 : “Ho cucito il sacco sulla mia pelle,e ho deposto la mia forza nella polvere“.
Il riferimento alla cenere c’è anche nel Vangelo di Luca 10, 13: “Guai a te, Chorazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi, gia da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere“.
In questo giorno si ricorda di riconoscersi riconoscersi peccatori che cercano di sanare il rapporto con Dio mediante la contrizione del cuore e un cambiamento di esso a cui segue ovviamente la riconciliazione attraverso il sacramento della Confessione.
Il significato del segno delle Ceneri
La teologia biblica rivela un duplice significato dell’uso delle Ceneri. Per prima cosa sono segno della debole e fragile condizione dell’uomo. La cenere è anche il segno esterno di chi si pente del proprio comportamento sbagliato e ha l’intenzione di compiere un nuovo cammino verso il Signore.
Nella liturgia del Mercoledì delle Ceneri questo duplice significato è conservato ed è esplicitato nelle formule di imposizione. Si trova infatti sia nella vecchia formula “Ricordati che sei cenere, e in cenere ritornerai” che in quella in uso attuale “Convertiti, e credi al Vangelo”.
L’antica formula è strettamente legata al gesto di versare le ceneri, mentre la nuova formula esprime l’aspetto positivo della Quaresima che con questa celebrazione ha il suo inizio. Il rito dell’imposizione delle ceneri, pur celebrato dopo l’omelia, sostituisce l’atto penitenziale della messa.
Il digiuno
Come primo giorno di Quaresima, il Mercoledì delle Ceneri ci ricorda l’entrata di Gesù nel deserto, tempo che precede la sua Passione e morte. In questo tempo di grazia, che è dato proprio per meglio preparare il cuore e purificarlo è bene viverlo appieno accogliendo le esortazioni che ci vengono date.
Tra le indicazioni della Chiesa per favorire questo cambiamento interiore c’è il digiuno. Il digiuno del Mercoledì delle Ceneri è un atto penitenziale che viene richiesto ai cattolici dai 18 ai 60 anni. Generalmente consiste in un solo pasto completo da fare nell’arco della giornata, escludendo la carne.
Ma è diffusa la pratica di fare il digiuno a pane e acqua. Il digiuno rafforza la volontà, aiuta a far spazio a ciò che davvero conta, cioè il rapporto con il Signore, privandosi volontariamente di qualcosa di così necessario. Vissuto come offerta favorisce la relazione con Dio, purifica l’anima dall’attaccamento alle cose materiali e aiuta a mettere al centro il Signore e ad abbandonarsi fiduciosamente a Lui.







