Il ritrovamento dell’icona della Madonna di TInos, veneratissima in Grecia, fu preceduto da una luce abbagliante e da un profumo che indicarono alla veggente il luogo delle ricerche. Ma non furono i soli segni miracolosi legati a quella che viene acclamata come «Panaghia Evangelistria».

Sull’isola di Tinos sorge il santuario nazionale della Grecia. È dedicato all’Annunziata. La Madonna qui è onorata con due titoli: «Panaghia Evangelistria tés Tenou» (Tutta Santa Annunciatrice di TInos) e «Megalóchare tés Tenou» (Graziosissima di Tinos). La sua storia iniziò nel 1821. Fu allora che un contadino di nome loannis Kiouzi ebbe il primo avvertimento in sogno.
Il sogno si riferiva a un’antica leggenda secondo la quale in un luogo di nome Site, nel campo detto di Antonio Doxara, una principessa attendeva di essere risvegliata. L’ottantenne Michelis Polyzoi sognò la stessa identica cosa, ma in più c’era una bellissima Signora che parlava di una «sua» icona sotterrata. Venne allertato il vescovo, ma i riferimenti erano decisamente troppo vaghi.
La grande luce che annuncia il luogo del ritrovamento dell’icona della Madonna di Tinos
L’anno successivo, il 9 luglio, nel monastero locale la monaca Pelagia vide durante la notte una grande luce che invadeva la sua cella. Pelagia avvertì un forte profumo. La monaca vide poi una Signora pronta a ripetere anche a lei il medesimo avvertimento. Pelagia esitò e non fece parola a nessuno del fatto che tuttavia si ripropose di nuovo il 16 luglio.
Alla fine, dopo una terza apparizione avvenuta il 23 luglio, la monaca si decise a riferire tutto ai superiori. A quel punto il vescovo si convinse. A settembre cominciarono gli scavi che il 30 gennaio 1823 avrebbero portato al rinvenimento dell’icona e di una chiesa distrutta dai saraceni nel X secolo. Cominciarono così i lavori del santuario.

Alla Madonna di Tinos è legato anche un fatto miracoloso: il salvataggio di una nave inglese alle prese con una furiosa tempesta da quelle parti. L’imbarcazione stava per soccombere. Davanti alla prospettiva del naufragio, il capitano della nave britannica guardò il santuario e fece voto di finanziarne i lavori. La tempesta cessò immediatamente.
Anche un’altra nave si rivolse alla Madonna quando, sbattuta su uno scoglio da un fortunale, non riusciva a espellere l’acqua che entrava attraverso una falla. L’equipaggio si raccomandò alla Vergine e l’acqua smise di entrare. Giunti a destinazione, i marinai si accorsero che a tappare la falla era stato il corpo di un grosso squalo.
La scena è riprodotta da un ex-voto realizzato in argento. Una grande fontana di marmo invece è l’ex-voto di un alto funzionario turco in segno di gratitudine per la guarigione da un brutto male. Quattro feste annuali a Tinos onorano la Panaghia Evangelistria.
Preghiera alla Vergine Annunziata
Umilmente prostrato ai tuoi piedi, o Vergine SS. Annunziata, io vengo ad implorare il tuo aiuto nelle necessità in cui mi trovo. Non si è mai detto e non si dirà mai che un tuo figlio sia stato da te abbandonato; io ti scongiuro perciò, o Madre benignissima, per la pietà e per la misericordia che hai sempre mostrato verso coloro che si sono affidati al tuo patrocinio, non ti dimenticare di me.
Presenta le mie suppliche al trono di Dio, e per il mistero ineffabile della tua Annunciazione, fa’ che io esperimenti l’efficacia del tuo soccorso. Non sono degno, lo so, dei celesti favori, anzi tante volte, colle mie colpe, ho provocato i divini castighi, ma potrà mai mancarmi l’aiuto del Signore, se tu intercedi per me?
Volgi adunque pietosa i tuoi occhi misericordiosi sopra questo tuo povero figlio, ricorda al tuo Gesù tutto l’amore che lo ha spinto ad immolarsi per la mia salvezza e per quello stesso amore domandagli, o Vergine pietosissima, quegli aiuti che io ora imploro e che confido di ottenere mediante il tuo valente patrocinio.
Amen.







