15 febbraio, Madonna del Conforto: il segno che fermò il terremoto tra lo stupore di tutti

Un violento terremoto atterrì gli abitanti di Arezzo nel XVIII secolo. I cittadini rivolsero le loro preghiere a un’immagine della Madonna del Conforto. La Vergine non lasciò inesaudite le loro suppliche.

Madonna del Conforto
Madonna del Conforto – lalucedimaria.it

Erano in pieno corso i festeggiamenti per il carnevale ad Arezzo il 1° febbraio 1796 quando la terra cominciò a tremare. Il sisma non sembrava avere fine, tanto che fino al 10 febbraio oltre trenta scosse si abbatterono sulla città toscana. Di particolare violenza fu la scossa avvertita alle due del mattino del 5 febbraio, che fece perfino battere alcuni rintocchi alla campana della torre civica.

Le scosse furono tanto forti da causare un fenomeno impressionante come le luci telluriche (o luci sismiche) ovvero bagliori di luce bianca o infuocata che ricordano molto i fulmini. Gli aretini furono terrorizzati anche dai forti fragori provenienti dalla terra. Le acque del fiume Arno arrivarono a intorbidirsi. Gli abitanti intensificarono preghiere e processioni, convinti che il terremoto fosse un castigo divino per i loro peccati.

I cittadini di Arezzo fecero penitenza digiunando e cancellando i festeggiamenti per il carnevale. Arrivò il 15 febbraio: Domitilla Bianchini, la cantiera della cantina all’incrocio tra via Vecchia e via Sacra, vicino a Porta di San Clemente, dove i frati camaldolesi vendevano vino a prezzi modici, stava parlando del terremoto con tre avventori.

I tre si chiamavano Antonio Tanti, Giuseppe Brandini e Antonio Scarpini, tutti artigiani di mestiere. Uno dei tre uomini decise che la sola cosa possibile da fare era supplicare il Cielo. Accese così una candela davanti un’immagine della Vergine, affissa alla parete, sopra il fornello utilizzato per il riscaldamento del locale e la preparazione dei pasti.

L’immagine della Madonna del Conforto cambia colore e il terremoto si ferma

Sotto l’immagine della Madonna era visibile una scritta: Sancta Maria, ora pro nobis (Santa Maria, prega per noi). L’effigie era annerita dai fumi e dalle lampade ad olio. Ma ecco che all’improvviso accadde qualcosa di straordinario: l’immagine cominciò a cambiare colore fino a tornare bianchissima e scintillante, come accesa di una luce propria.

Cappella Della Madonna del Conforto
La cappella Della Madonna del Conforto (Foto Facebook @Cappella Della Madonna del Conforto) – lalucedimaria.it

I tre testimoni subito gridarono al miracolo. La notizia si diffuse rapidamente e tutti gli aretini giunsero per constatare di persona il fatto miracoloso. Nel frattempo anche le scosse di terremoto erano cessate. Il vescovo di Arezzo, Niccolò Marcacci, si recò sul posto e dopo aver ascoltato le testimonianze e verificato quanto accaduto fece portare in duomo l’immagine.

Di lì a due mesi sarebbero arrivate le armate giacobine portandosi appresso il vento rivoluzionario. Arezzo insorse al grido di «Viva Maria» trascinando tutta la Toscana nella lotta contro i francesi. L’insorgenza si sarebbe diffusa poi per l’Italia. Successivamente si costruirà una cappella dedicata per accogliere con ogni onore la Madonna del Conforto. Il vescovo Albergotti la incoronò nel 1814.

Preghiera alla Madonna del Conforto

Dolce Madre di Cristo e della Chiesa, fonte di ogni nostro conforto, Tu che donasti al mondo il Salvatore nella povertà di Betlemme; gli fosti accanto nella trepidazione della fuga in Egitto, nel nascondimento di Nazareth, nel faticoso cammino verso Gerusalemme; sempre vicina al tuo Unigenito fino alla Sua gloriosa Passione, e alla Chiesa nascente in attesa dello Spirito, ottieni a tutti noi la fedeltà alla Parola di Dio.

Madre dell’Amore, facci praticare la carità operosa, che ancora meraviglia il mondo e ci manifesta come Chiesa del Signore. Sii di sollievo ai malati, di aiuto ai più poveri muovendo tutti a praticare la giustizia, di sostegno a chi si impegna per il bene comune. Madre santa, onnipotente per Grazia, fai che il popolo di Dio sia sempre più radicato nella fede che i Santi irradiarono tra le genti.

Madre del Redentore, ottienici che la vita cristiana delle famiglie sia efficace nell’educazione dei figli e risani la società con testimonianze credibili. Santa Maria, fai che sacerdoti e laici risplendano di santità, con rinnovato fervore diano al mondo ragione della speranza che è in loro. Infondi la Sapienza nel cuore dei giovani. Rendi tutti noi sempre più vicini al tuo divin Figlio, perché, come a Cana di Galilea, tutti i cristiani siano pronti a fare quanto egli ci chiede: spendere la vita per il Vangelo e il Regno di Dio.

Amen.

(Preghiera recitata da papa Benedetto XVI davanti alla miracolosa immagine della Vergine venerata nella Cattedrale di Arezzo con il titolo di Madonna del conforto.)

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