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Preghiere

9 febbraio, Beata Vergine del Castello: il miracolo delle fiamme segna l’inizio di tutto

A Fiorano, nel modenese, sorge il Santuario della Beata Vergine del Castello la cui devozione ha origine da un evento miracoloso che ha visto protagonista la sacra effigie.

Beata Vergine del Castello – lalucedimaria.it

L’antica e sacra immagine della Beata Vergine del Castello di Fiorano il 9 febbraio festeggia un’importante ricorrenza. È infatti la data in cui è avvenuto un miracolo che ha dato origine ad una devozione ormai plurisecolare.

Nel Cinquecento, più precisamente nel 1558, nel castello di Fiorano, in provincia di Modena, avvenne qualcosa di straordinario. Da quel momento si diffuse il culto alla Madonna che era raffigurata sulla porta d’ingresso dell’edificio.

Questo bellissimo affresco ritrae la Beata Vergine Maria con il Bambino benedicente in braccio e di lato un milite in atto di preghiera. Nel 1934 ricevette il titolo di Mediatrice di tutte le grazie.

Il miracolo della Madonna del Castello di Fiorano: resiste alle fiamme

Le milizie mercenarie spagnole stavano attaccando il castello posto sulla cima del colle di Fiorano. Appiccarono il fuoco che generò un incendio. Quando le fiamme arrivarono all’effigie della Madonna però successe qualcosa di inspiegabile: le fiamme si divisero dipanandosi intorno senza toccare l’immagine.

Immagine della Beata Vergine del Castello – lalucedimaria.it

L’affresco rimase miracolosamente intatto e non subì alcun danneggiamento, neanche minimo. La notizia di questo evento straordinario e prodigioso si diffuse immediatamente e la sacra immagine divenne oggetto di devozione.

Nel corso del tempo si susseguirono altri miracoli che aumentarono la devozione. In particolare, quando nel 1630 scoppiò una terribile epidemia di peste, gli abitanti del luogo si rivolsero alla Madonna per invocare aiuto.

Furono preservati dalle terribili conseguenze della malattia e per ringraziamento vollero costruire una chiesa.

Il santuario e il culto nel corso del tempo

Nel 1631 la parte di muro su cui era dipinta l’immagine della Beata Vergine fu staccata dal castello e collocata nell’oratorio appena costruito dopo aver ricevuto una solenne benedizione dall’allora vescovo di Modena.

Ci fu un regolare processo canonico presso la Santa Sede per la conferma della miracolosità dell’immagine della Madonna già oggetto della devozione popolare. L’autenticità dei miracoli fu riconosciuta nel 1633.

Santuario della Beata Vergine del Castello – lalucedimaria.it

Dopo, si iniziarono i lavori per la costruzione di un grande santuario che fu ultimato nel 1657. Nel 1659 l’immagine fu traslata e posta nel nuovo santuario mentre l’oratorio iniziale fu demolito. Nel 1670 un altro incendio si sviluppò intorno all’affresco che anche questa volta rimase integro senza riportare danni. L’evento viene definito il “secondo miracolo del fuoco”.

Data la grande venerazione alla Beata Vergine del Castello, confermata nei secoli dai tanti altri miracoli, nel 1934 papa Pio XI concesse il titolo di Maria Mediatrice di tutte le Grazie. Papa san Giovanni Paolo II ha poi elevato il santuario a Basilica Minore con i relativi diritti e privilegi.

Preghiera alla Beata Vergine del Castello

Vergine gloriosissima che su questo colle di Fiorano,
vi siete degnata di innalzare il vostro trono di misericordia,
ove diffondete da oltre quattro secoli i vostri favori,
noi gementi sotto il peso delle angustie e tribolazioni,
detestando sinceramente pentiti i nostri peccati,
a voi che siete la nostra avvocata,
la speranza nostra,
innalziamo pieni di confidenza la nostra umile preghiera.
Vedete o madre quanti pericoli
nell’anima e nel corpo ci circondano,
quante calamità ed afflizioni ci turbano;
pietà vi prenda o madre buona,
pietà di noi e delle anime nostre,
delle nostre famiglie, dei nostri parenti,
dei nostri cari defunti,
e di tanti che si dicono cristiani
e pur amareggiano il cuore amabilissimo del vostro Gesù.
Pietà imploriamo per la patria nostra, per il mondo intero
che pentito ritorni al vostro cuore, o madre di misericordia.
Non cessate o potentissima di interporvi per noi
davanti al vostro Divin Figlio
fin che tutti condotti ci abbiate alla patria celeste.
Amen.

(Preghiera tradizionale risalente alla fine del sec. XIX)

Emiliano Fumaneri

Veronese di nascita, ho vissuto molti anni in Trentino-Alto Adige (Merano, Trento, Rovereto). Vivere in una regione di confine così ricca di storia e di strazi ha suscitato in me la passione per le lingue straniere e la curiosità per culture e costumi differenti. Mi appassionano anche la geopolitica e le tematiche ambientali.

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Emiliano Fumaneri

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