La Beata Anna Caterina Emmerick, di cui oggi festeggiamo la memoria liturgica, non ebbe una vita semplice: gli episodi legati a estasi e visioni la portano sempre più vicina a Gesù.
Beata Anna Caterina Emmerick, vissuta nel corso del XVIII secolo è stata una mistica tedesca.
Proveniente da una famiglia di umili origini, di fede cattolica, la Beata visse fin dalla sua infanzia una vita legata al mondo religioso. Sappiamo infatti, dalle fonti a nostra disposizione, che decise di entrare in convento dopo aver ricevuto numerosi doni dall’Altissimo, doni come episodi di estasi e visioni. La vita della Beata fu caratterizzata da un costante avvicinamento a Gesù, in modo particolare attraverso l’esperienza delle visioni riguardanti la vita di Gesù e Maria.
Quella della Beata Anna Caterina non fu un’esperienza straordinaria. Dopo alcuni anni passati in convento, decise di prestar servizio presso la dimora di un Sacerdote, don Giovanni Martino Lambert. La scelta era dovuta alla soppressione del convento, a causa di alcune leggi napoleoniche. Nella casa del Sacerdote, le esperienze mistiche divennero sempre più numerose. Intorno all’anno 1812, si moltiplicarono, tanto da costringere la Beata a passare sempre più tempo nel letto, vista l’impossibilità di alzarsi. Ebbene, quel letto divenne a tutti gli effetti un vero e proprio strumento di espiazione per i peccati degli uomini.
Lì, Beata Anna Caterina unì le sue sofferenze a quelle di Gesù, conoscendo in prima persona i segni della Passione. Sappiamo, inoltre, che la Beata ebbe diverse visioni riguardanti la vita di Gesù e Maria e, in particolar modo, della Passione di Cristo. Tra queste, ad esempio, vi è quella in cui fece individuare la casa della Madonna ad Efeso e il castello di Macheronte nel quale fu decapitato san Giovanni Battista. Anna Caterina Emmerick divenne Beata nel 2004, durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Dopo la sua morte, avvenuta il 9 febbraio 1824, divenne una delle mistiche più conosciute d’Europa.
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Riportiamo di seguito poche righe che fanno riferimento a una delle visioni della Beata, che parlava dell’importanza dell’intercessione nella preghiera. Diceva la Beata Anna Caterina Emmerick: “Mi trovavo in un ambiente rotondo, grande e luminoso, il quale ai miei occhi, tanto più mi appariva rotondo quanto più mi sembrava grande. In tale ambiente mi venne mostrato come venivano valutate e presentate le nostre preghiere a Dio. Erano riportate su una specie di lavagna bianca e suddivise in quattro classi. Alcune preghiere erano riportate in lettere dorate meravigliose, altre col colore argento-vivo, altre ancora con quello scuro, e infine le ultime con il colore scuro attraversate da una linea”.
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