6 milioni di musulmani diventano Cristiani.Incredibile ma vero questo accade ogni anno.

Arabi-cristiani

Una delle risposte agli attentati di questi giorni può essere questa inchiesta che ci rivela un dato sconcertante cioè quello che milioni di musulmani ogni anno si convertono al Cristianesimo, questi dati non vanno sottovalutati e sottaciuti. La violenza non è mai portatrice di bene ma a violenza si risponde con la violenza, finchè non si genera un circolo vizioso dal quale è difficile uscire, le catene del male molto spesso sono difficili da spezzare soltanto l’amore ha questo potere.

Oltre 6 milioni di musulmani abbracciano la fede cristiana ogni anno. E’ quanto riporta, in un articolo del 26 settembre 2013 di Paul Ohlott, il sito “www.dieutv.com” . In realtà la notizia è datata e risale al 2007 ma è comunque sempre attuale in quanto questo trend sembra essersi mantenuto negli anni. L’articolo riprende un’intervista rilasciata ad Al-Jazeera nel 2007, divenuta popolarissima sul web, di Sheikh Ahmad Al Katani, Presidente del “The Companions Lighthouse for the science of islamic law “, nella quale quest’ultimo afferma come ogni ora in Africa 667 musulmani lasciano la fede islamica per aderire a quella cristiana.

In altre parole, ogni giorno, 16.000 musulmani si convertono al Cristianesimo e sono più di 6 milioni a abbandonare l’islam per la fede cristiana ogni anno. L’intervista di Sheikh è stato rimossa dall’emittente araba, ma il video è ancora disponibile su YouTube (visualizzabile anche qui sotto), dove è stato visto da quasi un milione di utenti.

Il giornalista del “New York Times” Joel C. Rosenberg, a tale proposito, sottolinea come «ci sono stati più conversioni di musulmani alla fede in Gesù Cristo negli ultimi dieci anni che in qualsiasi momento nella storia dell’umanità. Una rivoluzione spirituale è in corso in tutto il Nord Africa, il Medio Oriente e l’Asia centrale».

Ecco la testimonianza di uno dei più famosi convertiti dall’islam al cristianesimo:

Da ieri dunque mi chiamo «Magdi Cristiano Allam». Per me è il giorno più bello della vita. Acquisire il dono della fede cristiana nella ricorrenza della Risurrezione di Cristo per mano del Santo Padre è, per un credente, un privilegio ineguagliabile e un bene inestimabile. A quasi 56 anni, nel mio piccolo, è un fatto storico, eccezionale e indimenticabile, che segna una svolta radicale e definitiva rispetto al passato. Il miracolo della Risurrezione di Cristo si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre di una predicazione dove l’odio e l’intolleranza nei confronti del «diverso», condannato acriticamente quale «nemico», primeggiano sull’amore e il rispetto del «prossimo » che è sempre e comunque «persona»; così come la mia mente si è affrancata dall’oscurantismo di un’ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all’omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia, permettendomi di aderire all’autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà. Nella mia prima Pasqua da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico Dio, che è il Dio della Fede e Ragione.

La mia conversione al cattolicesimo è il punto d’approdo di una graduale e profonda meditazione interiore a cui non avrei potuto sottrarmi, visto che da cinque anni sono costretto a una vita blindata, con la vigilanza fissa a casa e la scorta dei carabinieri a ogni mio spostamento, a causa delle minacce e delle condanne a morte inflittemi dagli estremisti e dai terroristi islamici, sia quelli residenti in Italia sia quelli attivi all’estero. Ho dovuto interrogarmi sull’atteggiamento di coloro che hanno pubblicamente emesso delle fatwe, dei responsi giuridici islamici, denunciandomi, io che ero musulmano, come «nemico dell’islam», «ipocrita perché è un cristiano copto che finge di essere musulmano per danneggiare l’islam», «bugiardo e diffamatore dell’islam », legittimando in tal modo la mia condanna a morte. Mi sono chiesto come fosse possibile che chi, come me, si è battuto convintamente e strenuamente per un «islam moderato », assumendosi la responsabilità di esporsi in prima persona nella denuncia dell’estremismo e del terrorismo islamico, sia finito poi per essere condannato a morte nel nome dell’islam e sulla base di una legittimazione coranica. Ho così dovuto prendere atto che, al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale.