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Oggi 5 gennaio è San Giovanni Nepomuceno Neumann: missionario tra gli immigrati, fa grandi opere

Vescovo boemo, san Giovanni Nepomuceno Neumann operò come grande evangelizzatore negli Stati Uniti dove arrivò a fondare oltre cento scuole per l’istruzione degli immigrati. 

San Giovanni Nepomuceno Neumann – lalucedimaria.it

Oggi 5 gennaio si ricorda san Giovanni Nepomuceno Neumann, da non confondere con il san Giovanni Nepomuceno che si festeggia a marzo. Il titolo di Nepomuceno è in riferimento alla sua origine boema nella città di Nepomuk: è lì vicino, a Prachatitz, che nasce il 28 marzo 1811.

Il Martirologio Romano lo ricorda negli Stati Uniti a Philadephia, in Pennsylvania, dove da vescovo “con mezzi materiali, consigli e carità aiutò coloro che erano emigrati a causa della povertà e si prese grande cura dell’educazione cristiana dei fanciulli“.

Apparteneva ad una famiglia di artigiani e all’età di 12 anni va a studiare discipline classiche a Budweis. Successivamente intraprende e completa gli studi teologici a Praga.

Santo di oggi 5 gennaio: San Giovanni Nepomuceno Neumann

Dopo la lettura delle lettere di San Paolo nasce in lui la vocazione missionaria. A 24 anni è pronto per il sacerdozio, ma è costretto a rinviare. Prima va a Strasburgo e si associa ad un progetto di missioni per l’America. Subito dopo gira tra Parigi e Le Havre.

Quando finalmente diventa sacerdote in accordo con il vescovo di Praga sceglie come meta di missione il Nord dell’America. Vi approda nel 1836. Sta nella regione delle cascate del Niagara, a Williamsville, poi a North Bush, dove rimane per quattro anni, dedicandosi all’assistenza dei boscaioli.

Lì erano presenti molti immigrati tedeschi ed è in quel luogo che si radica la sua attività evangelizzatrice. Oltre che verso gli emigrati di lingua tedesca cerca di evangelizzare anche gli indiani d’America. Punta molto alla formazione delle giovani generazioni e quindi all’istruzione.

Questo lo porta a fondare scuole e se ne contano oltre cento fondate da lui nel corso della sua vita. Si dedica anche alla costruzione di chiese dove non ci sono e di orfanotrofi per accogliere i bambini soli.

La Congregazione del Santissimo Redentore e l’episcopato

Ad un certo punto entra nella Congregazione del Santissimo Redentore, tra i Redentoristi d’origine italiana.  Il suo ministero continua verso agli emigranti di lingua tedesca, dapprima a Baltimora, ove emise i voti religiosi, poi a Pittsburgh, ove fu chiamato a reggere la Casa, che i Redentoristi vi avevano aperto.

Nel 1852 gli viene proposta la nomina alla sede vescovile di Filadelfia e accetta. Gli viene affiancato un collaboratore, monsignor Giacomo Federico Wood, il quale aveva mire ambiziose e intendeva sostituirlo. Affronta questo problema con umiltà e invece di opporsi con forza cede a colui che vuole spodestarlo la gestione della parte centrale della diocesi. Per lui riserva la periferia, la zona che considera più bisognosa di cure e meno ambita.

Coem motto episcopale scegliePassio Christi, conforta me!”. La sua santità deriva da una preghiera costante che lo porta ad un unione intima con il Signore. Sono tante le notti che trascorre in adorazione davanti al Santissimo Sacramento. Esercita la carità in modo pieno privandosi anche di beni personali per aiutare chi ha bisogno.

Era instancabile nelle visite pastorali, stava a contatto con il popolo, che di conseguenza, lo amava. A Filadelfia fonda la prima parrocchia Italiana, dedicandola alla Santa Fiorentina Maria Maddalena de’ Pazzi.  Decide di dare inizio anche alla costruzione della grande Cattedrale.

Quando nel 1854 viene proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione è presente in Italia. Da uomo dotto si occupa anche di scrivere un Catechismo, poi pubblicato più volte. Il 5 gennaio 1860 viene stroncato da un malore improvviso mentre è per strada, a soli 48 anni, e così muore. Viene sepolto nella Chiesa di S. Pietro a Filadelfia.  La canonizzazione arriverà il secolo successivo, nel 1963.

Romana Cordova

Laureata in Lettere moderne e specializzata come docente di lingua italiana a stranieri amo scrivere e occuparmi di lifestyle con particolare riferimento all'ambito della gastronomia. Sono autrice di un libro di cucina e tradizioni cattoliche, tema che per diversi anni ho approfondito anche in una trasmissione radiofonica.

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Romana Cordova

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