40 anni dopo la legge 194 quelli da salvare sono gli animali?

40 anni dopo la legge 194 quelli da salvare sono gli animali?
Bambini e animali

40 anni dopo la legge 194 quelli da salvare sono gli animali? La scala gerarchica delle priorità della società moderna ha modificato quelli che un tempo erano visti come principi intoccabili. Il paradosso di questo processo di equalizzazione del tutto è costituito dalla moda dell’animale prima di tutto. Se un tempo si credeva che gli animali fossero dei compagni e dei sostegni per l’uomo, adesso questi animali da compagnia vengono ritenuti di pari dignità e, in alcuni contesti sociali e pagine del web addirittura superiori all’uomo (basta analizzare qualche ora i socia per trovare frasi del tipo: “Loro sono migliori di noi, non nuocciono a nessuno”).

Ma se da un lato l’attenzione posta sugli allevamenti intensivi o sui canili e rifugi d’animali è un bene poiché porta ad evitare che delle creature viventi vengano maltrattate, torturate ed uccise, dall’altro lato della medaglia ci sono uomini costretti a passeggiate per i bisogni in condizioni rigide, donne che camminano con in braccio i propri cuccioli e cani che hanno perso la loro connotazione naturale indossando orripilanti maglioncini o giubbotti che li antropomorfizzano. Senza contare la moda social di abbinare qualsiasi foto fatta in pubblico con il cucciolo in bella vista al fine di ricevere like e approvazioni di sorta.

Gli animali sono diventati così importanti per la società attuale che il loro numero nelle case degli italiani è cresciuto al punto da raggiungere un rapporto di 1:1 con la popolazione: secondo le recenti stime in Italia ci sarebbero 60 milioni di pet, ovvero animali domestici (senza contare randagi, animali tenuti nelle strutture apposite e animali non registrati). Data l’importanza crescente degli animali era solo questione di tempo prima che questi venissero considerati come priorità anche in caso di emergenze, come sancito dal decreto legislativo n 224, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale sotto il nome di ‘Codice della protezione civile’ in cui si legge quanto segue: “Il Servizio nazionale della protezione civile, di seguito Servizio nazionale, definito di pubblica utilità, è il sistema che esercita la funzione di protezione civile costituita dall’insieme delle competenze e delle attività volte a tutelare la vita, l’integrità fisica, i beni, gli insediamenti, gli animali e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo”.

Sarà visto come un discorso campanilistico, ma questa attenzione riservata agli animali stride e non poco con la facilità con la quale molte ragazze decidono di abortire. Sono ben 6 milioni i bambini abortiti dall’approvazione della legge 194 e nessuno o quasi si schiera contro questa pratica, ma provate a dire che un cane dev’essere sterilizzato per impedire la riproduzione massiva di randagi e vedrete leoni da tastiera insorgere contro questa brutalità, siamo proprio sicuri che queste priorità non siano da riscrivere?                          Fabio Scapatello