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365 giorni con Maria: 9 febbraio 2022 | Non è un dipinto come gli altri: fa miracoli

Il dipinto della Madonna del Castello da sempre ha mostrato il suo intervento prodigioso. Resiste per ben due volte alle fiamme, salva i cittadini dalla peste e viene incoronata solennemente. Tant’è che Papa Pio XI le conferirà un titolo particolare

L’immagine della Madonna del Castello di Fiorano fu incoronata solennemente per concessione del Capitolo di San Pietro in Vaticano.

Il dipinto della Madonna del Castello non poteva non manifestare i suoi prodigi: dopo che le truppe spagnole invasero la città di Fiorano, dettero ogni cosa al fuoco tra il 7 e l’8 febbraio, e tutto si trasformò in macerie. Tutto, tranne il dipinto della Vergine Maria, che restò intatto, lei che sola poteva spegnere le fiamme dell’odio che lampeggiavano tra gli uomini.

L’immagine era già considerata miracolosa e protesse tutti dalla grave pestilenza avutasi nel 1630: nessuno dei fioranesi, tutti stretti in preghiera verso la Madonna del Castello, contrasse il morbo.

La Madonna del Castello resiste ancora alla fiamme

Una seconda volta la Madonna del Castello uscì indenne dalle fiamme: quando, nel 1670 un sacerdote intento ad accendere le candele dell’altare, generò involontariamente un incendio in tutto il Santuario. Anche questa volta, l’immagine di Maria Santissima si salvò dalle terribili fiamme.

Fu così che, nel 1919, l’immagine della Madonna del Castello di Fiorano fu incoronata solennemente per concessione del Capitolo di San Pietro in Vaticano. Trattasi di un privilegio consentito solo alle immagini che, a causa sia dell’antichità che per la quantità di eventi prodigiosi ad essa associati, si sono rese celebri nel tempo.

Nel 1934 inoltre Papa Pio XI, inoltre, le concesse il titolo di “Maria Mediatrice di tutte le Grazie”.

Preghiera alla Beata Vergine del Castello

Vergine gloriosissima che su questo colle di Fiorano,

vi siete degnata di innalzare il vostro trono di misericordia,
ove diffondete da oltre quattro secoli i vostri favori,
noi gementi sotto il peso delle angustie e tribolazioni,
detestando sinceramente pentiti i nostri peccati,
a voi che siete la nostra avvocata,
la speranza nostra,
innalziamo pieni di confidenza la nostra umile preghiera.

Vedete o madre quanti pericoli

nell’anima e nel corpo ci circondano,
quante calamità ed afflizioni ci turbano;
pietà vi prenda o madre buona,
pietà di noi e delle anime nostre,
delle nostre famiglie, dei nostri parenti,
dei nostri cari defunti,
e di tanti che si dicono cristiani
e pur amareggiano il cuore amabilissimo del vostro Gesù.
Pietà imploriamo per la patria nostra, per il mondo intero
che pentito ritorni al vostro cuore, o madre di misericordia.ù

Non cessate o potentissima di interporvi per noi

davanti al vostro Divin Figlio
fin che tutti condotti ci abbiate alla patria celeste.
Così sia.

(preghiera tradizionale risalente alla fine del sec. XIX)

Ave o Maria…

Elisa Pallotta

Scritto da
Elisa Pallotta

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