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365 giorni con Maria: 30 aprile. Inspiegabile, appiccano il fuoco ma le fiamme non bruciano l’immagine della Vergine

I musulmani sbarcano a Capocolonna, e accade che un prezioso quadro della Beata Vergine Maria, finisca nelle loro mani.

Secondo un’antica tradizione, l’Icona era stata portata a Crotone da San Dionigi, convertito da San Paolo, che vi rimase anche come primo Vescovo.

365 giorni con Maria, 30 aprile (photo web source)

La Madonna di Capocolonna resiste all’attacco degli invasori e da allora la devozione, cresciuta di giorno in giorno, difende la città da numerose sventure.

L’invasore appicca il fuoco all’immagine di Maria

I turchi, presi dall’impeto devastatore, appiccano un rogo per bruciare la tela. Tuttavia ci si accorge di qualcosa di straordinario: il fuoco, dopo oltre tre ore che era già stato acceso, non scalfisce in alcun modo l’immagine irradiante di luce.

A quel punto i turchi, stupiti dall’accaduto, decidono di portare via il dipinto facendo rotta per la foce del Neto. Anche qui arriva un imprevisto. La galea rimane ferma nonostante lo sforzo dei rematori. Per cercare di ovviare la situazione, gettano in mare la tela e la galea si muove così agevolmente. Dal canto suo, invece, il quadro approda in un podere presso l’Irto di Capo Nao.

Lì interviene un pescatore, Agazio Lo Morello. Trova l’effige miracolosa e la nasconde in una cassapanca. Non rivela mai a nessuno quanto accaduto, se non in punto di morte al suo confessore, in gran segreto. Quando nel 1638 i turchi assediano nuovamente la città, tutto il popolo si stringe compatto attorno alla Sacra Icona esponendola sulle mura della città.

L’arrivo a Crotone

Non appena hanno di fronte ai loro occhi la Vergine, i turchi si ritirano e fuggono via sgomenti e preoccupati. Grazie a quella speciale dimostrazione di fede la cittadina di Crotone è finalmente salva. La devozione alla Madonna di Capocolonna cresce di giorno in giorno, rendendo il luogo in cui è custodita l’immagine un centro di numerosi pellegrinaggi e di grandi grazie.

Il vescovo di Crotone, Monsignor Costa, nel 1749, decide di laminare in argento la tela del dipinto per dare risalto all’immagine che vi è contenuta, a cui è profondamente devoto. Quando nel giorno 8 marzo 1832 il terremoto semina distruzione in tutta la Calabria, in maniera miracolosa a Crotone non si ha alcuna vittima, anche sono molti gli edifici che risentono di quella scossa.

Quadro Madonna di Capocolonna – photo web source

Tutta la città è infatti piena di rovine di edifici. E’ per questo che i crotonesi ascrivono l’evento all’intercessione della Madonna di Capocolonna e così decidono di costruire la piccola edicola che rimane ancora oggi, in largo Umberto I. In quel luogo infatti i crotonesi si sono accampati per diversi giorni.

La pia pratica della Sabatina

Il miracolo si ripete numerose altre volte, come ad esempio nel 1851, quando la Vergine salva Crotone da una grande epidemia di colera. Nel 1877 inizia così la pia pratica della “Sabatina”, che felicemente si continua ancora il sabato di ogni settimana. Nel 1893 arriva finalmente l’incoronazione di Maria nella sua Icona col Decreto del Capitolo Vaticano.

Il 1908 è l’anno di un altro miracolo, attribuito sempre all’intercessione di Maria, quando Crotone viene risparmiata dal grande terremoto. Nel 1928 il quadro è decorato da artistica cornice d’argento. Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre del 1983 accade però un fatto molto triste: un sacrilego furto priva l’Immagine della Madonna dei suoi gioielli.

Ancora oggi le feste mariane in onore della Madonna di Capocolonna si celebrano nel mese di maggio ed ogni sette anni con particolare solennità. Precisamente, nella giornata del 30 aprile il quadro viene deposto dall’altare particolare della cattedrale di Crotone e posizionato a fianco dell’altare presso la navata centrale, prima che i fedeli, il giovedì della seconda settimana del mese, si ritrovano per il rito del “bacio”.

Santuario Madonna di Capocolonna – photo web source

Preghiera alla Madonna di Capocolonna

In cammino, con te, Vergine di Capo Colonna, nell’intimo dell’esistenza che soffre e geme per l’invisibile nemico che trascina nel buio spegnendo la speranza nei gridi disperati nei pianti senza più lacrime. In cammino con te, Vergine di Capo Colonna, portiamo i dolori del mondo provato, i gemiti e le paure di volti crocifissi, offriamo l’amore dei tanti servi piegati che curano con le tue mani.

In cammino con te Vergine di Capo Colonna, Stella del mattino, saliamo l’Irto della storia per arrivare in alto e contemplare il Sole che sorge, Gesù, la luce che vince le tenebre, ridando la vita, la gioia ritrovata.

In cammino con te, Vergine di Capo Colonna, uscendo dal chiuso dei nostri pensieri camminiamo cantando al suono di campane e note musicali scritte sullo spartito dell’esistenza e meravigliosamente suonate in armonia contagiosa.

In cammino con te, Vergine di Capo Colonna, vinciamo la paura del momento presente scrutando il mare pieno di colori in una scia di luce che avvolge la vita guardando il tuo volto di Madre e Regina di Crotone che ti ama.

In cammino con te, Vergine di Capo Colonna, pellegrinaggio interiore, il più lungo e faticoso, come viandanti assetati in una ricerca incessante per dare senso alla vita, ritrovare la strada verso il Padre misericordioso.

+ Arcivescovo Pino Caiazzo, Matera – Irsina

Rosalia Gigliano

Scritto da
Rosalia Gigliano

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