365 giorni con Maria: 27 novembre | La Medaglia Miracolosa che concede infinite grazie

A Parigi, la Madonna affida a suor Caterina Labouré la devozione alla Medaglia Miracolosa che si è poi diffusa in tutto il mondo, ed è fonte di innumerevoli prodigi.

Le mostra, infatti, l’immagine di una medaglia da far coniare, dicendole che chi l’avrebbe indossata avrebbe ricevuto innumerevoli grazie.

medaglia miracolosa
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Quando Maria apparve a Santa Caterina

Santa Caterina Labourè ha ricevuto diverse apparizioni nel corso della sua vita. Alcune conosciute e rivelate nel corso degli anni, altre invece, tenute nascoste dalla stessa Santa e confidate, al suo confessore, solo in punto di morte.

Una di queste è proprio quella ricevuta, appena adolescente, quando San Vincenzo de’ Paoli le appare in sogno per invitarla a entrare nella sua Compagnia delle Figlie della Carità.

La prima apparizione: Maria la attende in cappella

Ma le più “famose” quelle legate alla Vergine Maria della Medaglia Miracolosa. Esse sono avvenute nel luglio e nel novembre del 1830, nella Cappella del Noviziato. Il 18 luglio 1830, Caterina aveva pregato con fervore Gesù perché le concedesse di esaudire il suo grande desiderio, ovvero quello di vedere la Santa Vergine.

Alle 23,30 viene svegliata di soprassalto perché si era sentita chiamare per nome. Vede ai piedi del letto un misterioso bambino, che la invita ad alzarsi: “La Santa Vergine ti attende” – le dice il bambino.

Questo piccolo, nel muoversi, emanava raggi di luce. Caterina lo identificherà, poi, col proprio Angelo custode. Arrivata nella Cappella, la Madonna la stava attendendo seduta al lato destro dell’altare. “Ho fatto un balzo per avvicinarmi a lei, e mi sono messa in ginocchio sui gradini dell’altare, con le mani appoggiate sulle ginocchia di Maria. Il momento, che ho passato così, è stato il più dolce di tutta la mia vita” – ha descritto, poi, Santa Caterina.

La seconda apparizione ed il dono della medaglia

La Madonna le appare una seconda volta nel mese di settembre e poi una terza, la più famosa, il 27 novembre 1830, era un sabato, vigilia di Avvento Si presenta alla giovane novizia nella cappella della Casa Madre delle Figlie della Carità, nel centro di Parigi, in Rue du Bac.

La Vergine è vestita con un abito di seta bianca, tiene il mondo tra le mani, all’altezza del cuore, e sotto i piedi un serpente.

L’immagine che la Santa vede è racchiusa in una cornice ovale, come a delineare il bozzetto di una medaglia, contornata da una scritta in lettere d’oro: O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”.

Successivamente, la cornice ruota su se stessa e appare la lettera “M” sormontata da una croce e, sotto di essa, due cuori: uno circondato dalla corona di spine, l’altro trafitto da una spada.

Cosa le chiede la Vergine

La Madonna chiede a Santa Caterina Labourè di far coniare una medaglia secondo la visione donatale, chiedendole di diffonderla in tutto il mondo: Fai coniare una medaglia su questo modello; le persone che la porteranno al collo riceveranno grandi grazie. Le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”.

Nella parte anteriore della Medaglia Miracolosa è raffigurata l’immagine della Madonna con le dita aperte adornate di anelli da cui si spandono raggi luminosi, che corrispondono alle grazie che Maria dona. I suoi piedi appoggiano su una semisfera che simboleggia il mondo.

I simboli sulla Medaglia Miracolosa

Sul retro ci sono due iniziali che di intersecano, la “M” di Maria e la “I” di “Iesus”, a simboleggiarne la stretta unione. La “M” è sormontata da una croce, poiché Maria è stata ai piedi della Croce di Gesù.

Sotto ci sono due cuori, uno circondato da una corona di spine, l’altro trafitto da una spada. Il primo è il cuore di Gesù, il secondo è il cuore di Maria. Dodici stelle sono incise tutto intorno, che corrispondono ai dodici Apostoli e rappresentano la Chiesa.

Parigi, al momento dell’apparizione, nel 1830, è scossa da un’epidemia di colera. Dopo qualche resistenza, la Medaglia viene realizzata da un orafo parigino e numerose sono state le guarigioni e le grazie di conversione avvenute in pochi anni, tanto che si è reso necessario coniare milioni di copie.

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