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365 giorni con Maria: 18 agosto. Una luce mai vista illumina l’affresco miracoloso

Una stella con tre raggi illumina l’affresco miracoloso della Madonna Addolorata, ecco che da allora si susseguono continui miracoli.

La storia del Santuario della Beata Vergine Addolorata di Bergamo è strettamente legato a questa apparizione avvenuta in un’abitazione privata, situata sul ponte della Stongarda.

365 giorni con Maria, 18 agosto (photo web source)

Ripercorriamo insieme questa vicenda che ha del miracoloso.

Maria appare all’interno di un’abitazione

In una parete all’interno di questa abitazione, l’affresco della Madonna Addolorata, eseguito nel 1597 da Giovanni Giacomo Anselmi, pittore del XV secolo vissuto in via Borgo Santa Caterina, versa in una condizione di grave deterioramento.

In quella giornata all’improvviso l’affresco viene illuminato da una stella con tre raggi. Dopodiché, subito l’immagine recupera l’originario splendore. Il 1 marzo 1600 il vicino monastero dei Celestini ha istituito la Compagnia della Santissima Vergine dello Spasimo, che crea un intenso fervore spirituale in tutta la zona.

Uno dei consiglieri di questa particolare compagnia è Marc’Antonio Anselmi, che si pensa sia anche un parente dell’autore dell’affresco miracoloso. Tant’è che in quel periodo i miracoli avvengono uno dietro l’altro, molti dei quali documentati. Come ad esempio quando Margherita Facchinetti, una donna del luogo che ha perso la vita, dopo avere invocato con intensità la Vergine del dipinto, la ritrova.

Varie sono state le apparizioni

Lo scrittore Donato Calvi, nel suo “Effemeride sagro-profana”, descrive questa e diverse altre apparizioni. I cittadini di Bergamo tramandano la memoria di questi eventi prodigiosi fino ad oggi, e in quegli anni il fervore spirituale legato alla presenza dell’immagine miracolosa cresce giorno dopo giorno.

La santa immagine di Maria Vergine dello Spasimo nel Borgo di S. Caterina, che già fu dipinta sotto il 27 luglio da Gio Giacomo Anselmi Pittore, cominciò in questo giorno a rendersi ne prodigi, e miracoli, stuporosa”, scrive Donato Calvi, nel dialetto dell’epoca.

I membri della Compagnia si riuniscono allora nel palazzo della curia vescovile, ma gli eventi miracolosi sono talmente tanti che i fedeli donano cospicue offerte al fine della costruzione del Santuario. Con i soldi delle offerte si acquistano terreni e fabbricati. Fino a che, il 25 febbraio 1603, si entra in possesso del convento dei celestini.

L’11 luglio 1603 il vescovo di Bergamo Giovambattista Milani benedice la posa della prima pietra del santuario, costruito su progetto di Bernardo Berlendis con il capomastro Genuario Ambone. Ancora oggi lapide collocata sulla parte superiore del portale a ovest ricorda il giorno della costruzione del santuario.

Oggi il grande Santuario

Nel 1604 si acquista il pezzo di terreno che permette di creare una strada per raggiungere il Santuario. L’affresco miracoloso, dopo averlo tolto dall’abitazione, viene collocato nel santuario. Dall’anno seguente, ogni anno prende vita la festa dell’Apparizione. Inizialmente però, per permettere la celebrazione, c’è bisogno di una statua. Questa viene commissionata a Gerolamo Gallina.

Ancora oggi il gruppo ligneo dell’Addolorata, che riporta l’immagine presente nell’affresco, viene portato in corteo per le strade del borgo. Nello stesso giorno in cui è avvenuto il primo miracoloso evento.

Santuario della Madonna addolorata di Bergamo – photo web source

Preghiera alla Madonna Addolorata di Bergamo

Rimani, Maria, accanto a tutti gli ammalati del mondo, di coloro che in questo momento, hanno perso conoscenza e stanno per morire; di coloro che stanno iniziando una lunga agonia, di coloro che hanno perso ogni speranza di guarigione; di coloro che gridano e piangono per la sofferenza; di coloro che non possono curarsi perché poveri; di quelli che vorrebbero camminare e devono restare immobili;

di quelli che vorrebbero riposare e la miseria costringe a lavorare ancora; di quelli che sono tormentati dal pensiero di una famiglia in miseria; di quanti devono rinunciare ai loro progetti; di quanti soprattutto non credono in una vita migliore; di quanti si ribellano e bestemmiano Dio; di quanti non sanno o non ricordano che il Cristo ha sofferto come loro.

Rosalia Gigliano

Scritto da
Rosalia Gigliano

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