365 giorni con Maria: 1 maggio | Dai tagli inferti al dipinto comincia a sgorgare sangue

Siamo nella città di Verona. Qui vivono tre calzolai: Guglielmo, Gianantonio e Giampietro. I tre uomini provengono da Novara, e si trovano in città perché vi hanno trovato lavoro, precisamente in via della Beverara.

La Madonna dei Miracoli di Lonigo mostra qualcosa di straordinario agli occhi di due farabutti che si sono macchiati di un grave crimine. Seguono molti prodigi.

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Un intento malevolo nel cuore di alcuni amici

Il primo, Giampietro, è riuscito a mettere da parte 50 ducati. Alla vista di quella cifra, i due amici si fanno subito fortemente invidiosi nei suoi confronti, e vengono presi da uno spirito di avidità e di egoismo. Si accordano tra loro per mettere in atto un piano terrificante. Il loro obiettivo segreto è infatti quello di ucciderlo e di derubarlo dei suoi averi.

Così progettano l’intento diabolico, invitandolo al mercato di Lonigo, dove avrebbero compiuto l’atto finale. La data in cui i due partono è il 30 aprile.

Gianantonio si munisce di coltello a doppio taglio, Guglielmo di spada e Giampietro di pugnale. I tre pernottano insieme a Lonigo e il lunedì mattina si recano al mercato. Lì comprano, tra le altre cose, anche del panno bianco. Subito dopo pranzo i tre si trovano già sulla strada del ritorno, a qualche chilometro dalla cittadina, precisamente nelle vicinanze della chiesa di San Pietro in Lamentese.

Le coltellate all’immagine della Vergine

A un tratto si fermano, e Giampietro abbandona la strada per qualche istante. Gli altri due reputano quello il momento giusto per mettere in atto il loro piano diabolico e omicida. Gianantonio balza contro di lui e lo colpisce al cuore con il coltello. Il compagno, Guglielmo, in tutto ciò lo aiuta, tentando di tenerlo fermo e terra per fare in modo che i colpi inferti siano letali.

Una volta portato quindi a termine il loro assassinio, prendono con sé il panno e anche la borsa con dentro il denaro, e subito si vanno a nascondere nella vicina chiesa di San Pietro, dove si erano organizzati per spartirsi il bottino. Quando depositano tutto sopra l’altare, iniziano ad uno a uno a contare i ducati. Tutto a un tratto però a Guglielmo salgono pesanti sensi di colpa.

Rivolto verso il dipinto della Madonna Assunta, capisce e, pentitosi del suo gesto immondo, pronuncia ad alta voce: “Abbiamo fatto male!”. Gianantonio non è dello stesso suo avviso. “Chi lo sa?”, domanda in risposta. La replica di Guglielmo lo spiazza. “Iddio e la Vergine Maria!. Gianantonio allora pronuncia una sonora bestemmia e conclude affermando che “se credessi che questa Vergine Maria conoscesse quello che ho fatto, le darei dieci ferite!”.

Così, dopo quelle parole, prese in mano il coltello che era ancora insanguinato, e colpisce l’immagine prima all’occhio sinistro e poi al petto. Ma dalle ferite inferte al dipinto comincia a sgorgare copiosamente sangue, tanto che il dipinto stesso sembra avere mutato totalmente le sembianze.

Maria si tocca la tempia per il dolore

La Vergine infatti ha disgiunto le mani e abbassato il capo, ha poi portato la mano sinistra sulla tempia ferita, in atto di dolore, e la mano destra sulla cintura vicino al petto. Subito i due malviventi, impauriti, cominciano la loro fuga verso la città di Verona, ma non riescono a nascondere il misfatto. Il prodigio viene subito visto dagli abitanti del luogo, che ne denunciano l’accaduto risalendo ai due furfanti.

Le autorità veronesi condannano e giustiziano il pentito, mentre invece aggressore riesce a fuggire, e viene bandito per sempre dalla Serenissima Repubblica di Venezia. Nel frattempo, quel luogo diventa un famosissimo luogo di devozione e di pellegrinaggio. Con l’intenzione di fare luce sul miracolo, inoltre, il vescovo di Vicenza Pietro Bruti dà il via alle indagini.

Nel 1492 il processo può dirsi concluso, e ben sette testimoni ne hanno provato la veridicità di quanto è accaduto. Ciò che emerge è che la Madonna non solo si è mossa, ma continua ad operare miracoli rispondendo alle preghiere dei fedeli.

Preghiera alla Madonna dei Miracoli di Lonigo

O Signore,

a motivo della Tua bontà,

hai deciso di dispensare i tesori

della Tua infinta misericordia

a quanti fanno ricorso a Te

per mezzo della gloriosa e sempre Vergine Maria,

nostra tenerissima Madre.

Concedi a noi,

che devotamente La veneriamo in terra

dinanzi a questa Sua miracolosa immagine,

di essere degni di gioire per sempre accanto a lei in Paradiso.

Amen.

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