3 gennaio, Madonna del Rosario di Maropati: dal quadro sgorga sangue per 40 anni

È successo a Maropati, in Calabria. Il quadro che raffigura la Madonna del Rosario ha versato lacrime di sangue per quarant’anni. Le analisi hanno confermato che si trattava di sangue umano. 

Madonna del Rosario di Maropati
Madonna del Rosario di Maropati – lalucedimaria.it

A circa 12 chilometri dalla stazione ferroviaria e dall’autostrada di Rosarno (nella piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria) si trova Maròpati, piccolo paese di 1.500 anime dove un tempo era invalsa l’usanza di bestemmiare apertamente. Adesso è diventato un luogo di culto mariano dove ogni giorno si recita il Santo Rosario.

A Maròpati viveva una donna pia, una francescana secolare di nome Immacolata L. Ella che in una lettera al suo direttore spirituale avvertì che la Madonna avrebbe dato segni evidenti per richiamare l’attenzione sui tanti peccati e sulle gravissime offese contro suo Figlio Gesù, oltre che sull’infedeltà di alcuni religiosi e sacerdoti.

Il quadro della Madonna del Rosario di Maropati piange lacrime di sangue

«A Maròpati, in casa dell’avvocato Cordiano, la Vergine, in una sua immagine, verserà abbondanti lacrime di sangue», scrisse la donna. E effettivamente dopo ventisei giorni ecco il pianto di sangue nella casa di Cordiano. Un quadro della Madonna del Rosario nella stanza di riposo cominciò a versare sangue. Si macchiò anche il guanciale del letto dell’avvocato.

Coridiano – a lungo sindaco marxista e lontanissimo dalla pratica religiosa – per diversi mesi cercò di tenere nascosti i fenomeni di sangue. Dopo un anno si convertì e morì piamente nel 1986. A partire dal 3 gennaio 1971 (Festa del Santissimo nome di Gesù) l’immagine sanguinò a periodi irregolari, diverse volte nel corso dell’anno e così per quarant’anni.

Fazzoletti ssangue Madonna Maropati
Fazzoletti sporchi di sangue sgorgato dal quadro della Madonna di Maropati – lalucedimaria.it – lalucedimaria.it

Il miracolo sanguinamento avvenne alla presenza di diversi testimoni che videro, toccarono, fotografarono, filmarono il quel sangue che colava dagli occhi, dal cuore di Maria e di Gesù Bambino, dalla mano che allunga il rosario. Furono eseguiti numerosi esami scientifici dal 25 marzo 1971. A ordinarli per primo fu l’esorcista Don Vincenzo Idà.

I risultati delle analisi effettuate presso l’Ufficio d’Igiene di Reggio Calabria diedero come esito «sangue umano». Nel novembre di quello stesso anno furono rimossi i sigilli apposti al quadro e prelevati di campioni. Successivamente vennero fatti analizzare al “Policlinico Gemelli” di Roma. Sul muro, sotto l’immagine, si formarono delle croci di sangue.

Altre macchie di sangue apparvero a più riprese sul tavolo sotto il quadro o in immaginette della Madonna del Rosario. O ancora in tante strisce di cotone o fazzoletti avvicinati al quadro (il sangue però non si assorbiva e si manteneva fresco a lungo, anche per giorni). Alcune volte i fatti miracolosi avvennero perfino alla presenza delle telecamere Rai, il 6 novembre 1972.

Preghiera alla Madonna del Rosario di Maròpati

O Santa ed Immacolata Vergine, Madre del mio Dio, Regina di luce, potentissima e piena di carità, che siedi incoronata su di un Trono di gloria eretto dalla pietà dei figli tuoi sulla pagana terra di Pompei.
Tu sei l’Aurora precorritrice del Sole divino nella buia notte del male che ci avvolge. Tu sei la Stella mattutina, bella, risplendente, la celebre Stella di Giacobbe, il cui fulgore, diffondendosi sulla terra, rischiara l’universo, riscalda i cuori più gelidi, e i morti nel peccato risuscita alla grazia.

Tu sei la Stella del mare apparsa nella Valle di Pompei per la salvezza di tutti. Lascia che io t’invochi con questo titolo a te sì caro di Regina del Rosario nella Valle di Pompei. O santa Signora, speranza dei Padri antichi, gloria dei Profeti, luce degli Apostoli, onore dei Martiri, corona delle Vergini, gioia dei Santi, accoglimi sotto le ali della tua carità e sotto l’ombra della tua protezione.

Abbi pietà di me che ho peccato. O Vergine piena di grazia, salvami, salvami. Illumina il mio intelletto; ispirami pensieri affinché io canti le tue lodi e ti saluti per tutto questo mese al tuo Rosario consacrato, come l’Angelo Gabriele, quando ti disse: Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te. E dica con lo stesso spirito e con la stessa tenerezza di Elisabetta:

Tu sei benedetta fra tutte le donne. O Madre e Regina, per quanto ami il Santuario di Pompei, che sorge a gloria del tuo Rosario, per quanto amore porti al divin tuo Figlio Gesù Cristo, che ti volle partecipe dei suoi dolori sulla terra e dei suoi trionfi in cielo, impetrami da Dio le grazie che tanto desidero per me e per tutti i miei fratelli e sorelle associati al tuo Tempio, se esse sono di gloria tua e di salvezza alle anime nostre… (domandare la grazia).

Salve Regina

Gestione cookie