A Genova si venera da secoli la dolce «Madonnetta», apparsa secondo la tradizione con una promessa sorprendente al frate che fondò il santuario.

Il santuario della Madonnetta o, per essere più precisi, il santuario di Nostra Signora Assunta di Carbonara è uno dei principali santuari mariani di Genova. Il nome si deve a una statua in alabastro che raffigura la Vergine Maria col Bambino Gesù in braccio. A donarla, nel 1641, era stata la nobildonna Isabella Moneglia. Il frate agostiniano Carlo Giacinto di Santa Maria collocò la statua nella cappellina dedicata a San Giacomo che aveva fatto restaurare nel 1689.
L’immagine col tempo venne affettuosamente chiamata «la Madonnetta». Per quattro volte, tra il 1692 e il 1920, è stata incoronata. Visto l’afflusso di fedeli provenienti da Genova e dintorni, il religioso decise di ampliare la cappellina e costruire un vero e proprio santuario. Diversi anni prima il fondatore aveva avuto una sorprendente visione nella cappella interna del noviziato.
Padre Carlo Giacinto e la visione del Santuario della Madonnetta
Un giorno, mentre padre Carlo Giacinto era immerso nella preghiera serale, gli apparve in visione un edificio. Il frate vide il santuario che sarebbe stato realizzato: una chiesa a pianta ottagonale consacrata alla Madonna. Il religiose poté vedere gli altari e le sacre immagini presenti al suo interno. Ma soprattutto vide un’immagine di Maria e le grazie, i privilegi, gli aiuti e i favori che la Vergine avrebbe concesso o interceduto ai fedeli.
Il 4 maggio 1695 cominciarono i lavori di costruzione della chiesa e il 15 agosto 1696 venne aperta al pubblico. In quello stesso giorno Genova si riconsacrava alla Madonna con una solenne cerimonia nella cattedrale di San Lorenzo. Padre Carlo Giacinto, per evidenziare il legame spirituale tra la città e la Madonnetta, collocò in una nicchia dell’abside la statua lignea di Maria Santissima Regina di Genova.

Una particolarità: la chiesa è rivolta verso i monti, non verso il mare. Così infatti l’aveva veduta padre Carlo, che la fece edificare in questa maniera. Il 18 aprile 1706 il tempio fu consacrato. Venne dedicato alla Natività di Nostro Signore Gesù Cristo e alla Madre di Dio, Vergine Immacolata, Assunta in cielo e Regina degli Angeli e dei Martiri.
La promessa della Madonnetta di Genova
La tradizione vuole che il fondatore del santuario abbia ricevuto nel 1696 una promessa dalla Madonna. La Vergine promise di essere sempre presente nel santuario ogni 15 agosto dall’alba al tramonto fino alla fine dei tempi. Per questa ragione dal 1696 – anno dell’inaugurazione del santuario – i frati aprivano le porte del santuario di modo che il doge e tre senatori della Repubblica di Genova potessero onorare insieme ai fedeli il ritorno di Maria, visibile soltanto a padre Carlo, che dichiarò di avere ricevuto le apparizioni della Vergine per tutto il resto della sua vita (fino alla morte, avvenuta il 23 aprile 1721).
Il Santuario della Madonnetta è celebre anche per il suo presepe, visibile tutto l’anno e composto da una ottantina di statuine di scultori del passato che raffigurano sia personaggi del popolino impegnati nelle loro mansioni quotidiane che nobili a passeggio. Al suo interno conserva anche numerose opere d’arte e un imponente numero di reliquie, circa 25.000.
Preghiera alla Madonnetta di Genova
O cara Madonnetta, madre di Gesù e madre nostra, tu ai piedi della Croce sei stata costituita riconciliatrice dei peccatori: per i meriti del sangue prezioso del tuo Figlio Gesù, ottieni il perdono delle nostre colpe, la consolazione a coloro che soffrono nel corpo e nello spirito, il conforto a tutti.
Nel tuo cuore di Madre, noi ci rifugiamo per sempre e ti chiediamo la grazia di imparare a riconoscere e servire con amore premuroso Gesù sofferente nei fratelli. Grazie, o Madre amabile, per il tuo servo fedele, il venerabile Padre Carlo Giacinto, che ha edificato questo Santuario da te voluto e in cui sei particolarmente presente.
Con Lui ti chiediamo di accompagnare la Chiesa nel difficile cammino verso la patria celeste, fino al giorno glorioso di Cristo risorto, tutti uniti nella vita divina che non avrà mai fine. Amen.







