Recuperata la cattedrale di Marawi, ma ancora si ignora la sorte dei cristiani rapiti

La cattedrale di Santa Maria, nella città di Marawi nelle Filippine, è stata finalmente liberata dalle forze militari del paese, che hanno combattuto contro i terroristi islamici del gruppo Maute, affiliato dell’Isis. Il 24 maggio scorso, infatti, festa della Madonna ausiliatrice, i terroristi avevano irruzione profanando la cattedrale, distruggendo tutto, decapitando statue, devastando ogni cosa.

Sorte oscura per i cristiani rapiti
E, cosa molto più grave, in quella stessa occasione, i terroristi islamici hanno odiosamente rapito alcuni fedeli che stavano in cattedrale pregando. Tra questi si conta anche il vicario generale della prelatura apostolica, padre Teresito Suganob. La sorte di queste persone, fratelli in Cristo, è ancora ignota e del tutto incerta, pur continuando tutti ad avere la speranza che presto si ritroveranno sani e salvi. Nonostante questi tre lunghi mesi di assedio delle forze jihadiste, che avevano preso il controllo della città, e durante i quali ci sono stati più di 1500 sfollati, c’è la speranza, da parte del vescovo di Marawi, di ricostruire una comunità cristiana fiduciosa e di nuovo unita. La Fondazione Pontificia ha già inviato un primo aiuto concreto per necessita sanitarie e per i beni di prima necessità, ma la questione che sta a cuore al vescovo è soprattutto la vita spirituale dei suoi fedeli. Certamente la ferita dei fratelli, che sono ancora nelle mani dei violenti rapitori, e dei quali si ignora la sorte, pesa sui cuori di tutta comunità.

L’appello di Luce di Maria
La Luce di Maria vuole lanciare un’iniziativa/appello: una chiamata al Cielo, chiedendo ad ogni persona che legge di impegnarsi a recitare tre Ave Maria con il cuore, alla Madonna ausiliatrice, ogni giorno, alla stessa ora, un’ora precisa a propria scelta, finché tutte le persone rapite siano ritrovate e inoltre per rafforzare nella fede, nella speranza e nella carità anche tutti i cristiani perseguitati nel mondo.
Shamaysan