“A ricordar e riveder le stelle”: il 21 marzo la giornata delle vittime della mafia

Vittime innocenti: un elenco che, purtroppo, ogni giorno si arricchisce sempre di nuovi nomi. Una giornata per non dimenticarli.

foto delle vittime delle mafie
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Oggi, 21 marzo, ricorre la 26esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Ogni anno, l’associazione “Libera”, insieme a tutte le altre organizzazioni, scendono in piazza per dare nuovamente voce a tutti quelli che hanno donato la loro vita per combattere le mafie e, soprattutto, a coloro che ci sono stati strappati via.

Perchè il loro ricordo non vada perduto

Ogni anno un luogo, ma sempre lo stesso giorno: il 21 marzo. Nel primo giorno di primavera, segno di rinascita, “rinascono” nel nostro cuore tutte le vittime innocenti di mafia e camorra. Nomi che, tristemente, arricchiscono un elenco che sembra non finire mai. Dal periodo degli anni di piombo, sino alle vendette trasversali fra i clan: in mezzo a tutto questo, sono tantissimi gli innocenti che hanno perso la vita.

Per questo è sempre giusto ricordarli e mai perdere la loro testimonianza, facendola conoscere anche alle nuove generazioni. Il Generale Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giancarlo Siani, don Peppe Diana, don Pino Puglisi…sono solo alcuni di coloro che “la malavita ha tolto da mezzo perché scomodi”, ma che in realtà lottavano per far prevalere la legalità in luoghi dove questa era sconosciuta.

Il ricordo con le nuove generazioni e il dialogo con le famiglie delle vittime

La Giornata è da qualche anno anche riconosciuta ufficialmente dallo Stato, attraverso la legge n. 20 dell’8 marzo 2017. Questo giorno si presenta anche come un momento di riflessione, di approfondimento, di incontro fra i giovani, i ragazzi, i cittadini tutti con i parenti di queste vittime innocenti, dando loro la possibilità di ricucire, per quanto possibile, una ferita che sembra tato profonda, quanto impossibile da chiudere.

Quest’anno, le iniziative sono partite già ieri mattina, in tutta Italia quando, in uno o più luoghi principali della cultura del territorio, sono stati letti tutti i nomi delle vittime innocenti, di quella Regione e non solo. A Napoli presso la Sala sociale della fabbrica Whirpool, a Roma presso Auditorium Parco della Musica, a Palermo all’ interno Teatro Massimo, a Milano davanti Palazzo Marino: ogni città ha scelto un luogo simbolo per ricordarli tutti.

Oggi, invece, sono previsti momenti di raccoglimento, deposizioni di fiori presso lapidi o strade intitolate a vittime di mafie, il tutto nel rispetto delle norme anti Covid.

Lo slogan: “A ricordare e riveder le stelle”

Lo slogan di quest’anno racchiude in sé anche Dante Alighieri: “A ricordare e riveder le stelle”: il desiderio di “rivedere le stelle”, liberi come eravamo prima, fuori dall’inferno della pandemia, e “ricordare” sempre, anche tornando indietro nel tempo, tutti coloro che non ci sono più, uccisi per sbaglio e in modo innocente.

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manifesto slogan 26esima giornata
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Alcune vittime innocenti

Come dicevamo, un elenco tristemente lungo. Anche noi, per affiancarci alla preghiera per ognuno di loro, ricordiamone alcuni:

  • Angelo Vassallo, di Pollica, morto a 56 anni, nel 2010;
  • Lea Garofalo, di Milano, morta a 35 anni, nel 2009;
  • Annalisa Durante, di Napoli, morta a 14 anni, nel 2004;
  • Giovanni Falcone, di Palermo, morto a 53 anni, nel 1992;
  • Paolo Borsellino, di Palermo, morto a 52 anni, nel 1992;
  • Carlo Alberto Dalla Chiesa, morto a 61 anni nel 1982;
  • Giuseppe Diana, sacerdote di Casal Di Principe (Caserta), morto a 35 anni, nel 1994;
  • Giuseppe Puglisi, sacerdote di Palermo, morto a 56 anni, nel 1993;
  • Peppino Impastato, di Cinisi (Palermo), morto a 30 anni nel 1978;
  • Giancarlo Siani, di Napoli, morto a 26 anni nel 1985;
  • Gelsomina Verde, di Napoli, morta a 22 anni, nel 2004;
  • Giuseppe Di Matteo, di San Giuseppe Jato (Palermo), morto a 15 anni, nel 1996;
  • Nicholas Green, statunitense, morto a 7 anni, nel 1994;
  • Felice De Martino, di Ponticelli (Napoli), morto a 26 anni nel 2000;
  • Rosario Livatino, di Agrigento, morto a 37 anni nel 1990.

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ROSALIA GIGLIANO

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